La forma della felicità

LA FORMA DELLA FELICITA’ – 13.Scelte

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Dal 1790 ai giorni nostri, le storie parallele di due famiglie separate dal destino. Un naufragio e un delitto daranno vita a un cerchio che si chiuderà solo dopo tanti anni e molte vite.
Una linea sottile traccia il confine tra sogno e realtà, mentre un filo invisibile lega due terre: Carloforte e Pegli. Il Romanzo a puntate tratto dal libro “La forma della felicità” di Antonello Rivano

13.Scelte

Antonello Rivano


Carloforte 1965

Giuseppe è stanco, un’altra giornata passata a zappare; dovrebbe essere un giorno di festa ma le piante non hanno calendario, conoscono solo le stagioni, sanno quando germogliare e fruttare. In tutti questi anni è riuscito a non far rovinare del tutto il terreno, certo ha dovuto abbandonarne una grande parte, lasciarla preda delle erbacce e della macchia: il suo lavoro di operaio metallurgico non gli ha lasciato molto spazio per la cura di Villa Speranza, per fortuna ha avuto un figlio in gamba.

   L’ha voluto chiamare con il nome di suo padre: Antonio. Il ragazzo è un po’ uno spirito ribelle, ha scelto la vita sul mare, pescatore sulle barche che vanno per aragoste o sardine, secondo le stagioni. Quando non è impegnato sul mare, o a riparare reti, Antonio va a lavorare in campagna, è un gran lavoratore e le giornate sembrano avere più ore del normale per lui. Ha imparato in fretta, ha nel sangue la passione per la vita all’aria aperta, che sia mare o campagna non importa. Maria, la madre, stravede per lui, ed è disposta anche a litigare con suo marito, per difenderlo.

–Antonio- le sta dicendo ora Giuseppe -dovrebbe cercare un lavoro migliore, ha grandi capacità, potrebbe prendere il mio posto in officina, c’è ancora tanto lavoro, ora stiamo lavorando anche per la madre isola. 

Ma ti senti? Sembri tua madre. E dire che ce l’hai sempre avuta con lei perché ti ha imposto le sue scelte

-Non voglio imporre niente a nessuno.- L’uomo lo dice risentito, non tollera quel paragone

Antonio sa perfettamente quello che vuole, sai che ama essere libero, scegliere le barche dove andare a pescare, tutti i padroni delle imbarcazioni da pesca lo vorrebbero con lororibatte la moglie

-Èanche l’unico marinaio del paese che può permettersi di ribattere al capobarca, primo perché conosce perfettamente

il suo mestiere, secondo perché nessuno vorrebbe farsi mettere le mani addosso da lui.–  Entrambi ridono alla battuta di Giuseppe

-Sarebbe un identico suicidio offenderlo o contraddirlo – rincara la moglie.

-Già, Antonio è una vera forza della natura, a volte non mi spiego da chi abbia preso, sei proprio sicura che…-  non finisce la frase, uno strofinaccio umido lo prende in pieno viso.

-Bene vedo che vi state divertendo. –  Il ragazzo è apparso silenzioso sulla soglia di casa, ha un fisico asciutto, formato dalle lunghe giornate di lavoro, il viso già segnato dal sole e dalle intemperie.

 –Sei già rincasato? – Anna formula la domanda ridendo, anzi ora che ha il figlio di fronte la risata aumenta di tono.

-Hai accompagnato presto la tua fidanzata a casa, avevi fretta di scaricarla?- Antonio prosegue allo stesso modo, anche lui col sorriso sulle labbra.

-Se aveste già mangiato penserei che il vino della vigna oggi vi abbia fatto uno strano effetto. Sì, l’ho accompagnata a casa, non stava troppo bene. Inoltre domani è domenica, giornata di caccia, mi devo alzare presto, facciamo una battuta con gli amici. Che c’è di buono per cena?

  Maria si asciuga gli occhi inumiditi dal riso con il bordo del grembiule, quel figlio è una vera forza della natura, adora ogni cosa che fa, condivide ogni sua scelta, sa che lei e il marito possono stare tranquilli. Nessun problema, per quanto grande. potrà abbattere quella giovane quercia. 

Ho preparato un po’ di pasta fatta in casa, la volevo fare domani che è festa ma visto che tu sarai con gli amici, la mangiamo stasera. La condisco con il sugo dei conigli che hai preso giovedì.Ad Antonio brillano gli occhi al pensiero della prelibata cena, niente come un buon piatto gli scalda il cuore.

***

 Dopo una giornata passata a caccia nulla di meglio che una cena con tutta la famiglia: Antonio è passato a prendere Anna, la ragazza sembra stare meglio, forse la sera prima si è trattato solo di un malore passeggero. Dopo aver fatto onore a quanto Maria ha preparato i quattro si attardano nelle solite chiacchiere, si parla dei piccoli fatti del paese, del lavoro di Antonio e di quello di Giuseppe, del tempo che non accenna a cambiare in meglio. Qualcosa però sembra aleggiare nell’aria, i due genitori ogni tanto si scambiano sguardi complici, come se uno aspettasse che l’altro prenda l’iniziativa.

-Abbiamo deciso di mettere mano ai lavori a Villa Speranza. Papà ha deciso di non andare più a lavorare in officina. Dedicherà tutto il suo tempo a rimettere in piedi l’attività agricola. Lasciamo la casa in paese e ci trasferiamo in campagna.

– Beh oramai ha detto tutto lei. È incredibile come le donne di questa famiglia riescano a metterci in secondo piano- a Giuseppe non è parso vero che la moglie lo abbia tolto dall’imbarazzo.

-Bene, solo che mi avrebbe fatto più piacere se me ne aveste parlato prima, mi sarebbe piaciuto esprimere il mio parere.- Antonio è serio e ciò preoccupa entrambi i genitori.

-Forse hai ragione, abbiamo dato per scontato che ti sarebbe piaciuto venire a vivere a Villa Speranza, se vuoi rimanere in paese teniamo la casa in affitto per te.-  Anna continua a tenere le redini della conversazione, teme che Giuseppe dica qualcosa che potrebbe irritare Antonio.

– Magari potresti prendere il mio posto in officina.- Proprio quello che temeva Anna.

-Papà, con tutto il rispetto, ho già un lavoro e lo adoro.

 Con sorpresa della madre il ragazzo si esprime con calma, quasi a non voler ferire il padre.

– Verrò pure io in campagna, questa casa non mi è mai piaciuta.-

-Speravo che tu lo dicessi.- Anna è visibilmente sollevata.

– Vi darò una mano per rimettere a posto la casa, pensavo anche di ingrandirla e renderla più comoda. Rimetteremo tutto in produzione, è sicuramente una scelta giusta, quella terra e gli Antinori sono una sola cosa.

Continua…]

La prossima settima: Capitolo 14.Il segreto di Luigi


I testi tratti dal romanzo di Antonello Rivano “La forma della felicità” (ilmiolibro.it, 2018) pubblicati sul Ponentino possono non corrispondere totalmente con quelli del libro e sono frutto di una rielaborazione dello stesso autore.

Il libro si può ordinare online su ilmiolibro , su  Amazon, sui maggiori bookshop online o prenotarlo nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia.
La copertina originale dell’opera è del pittore carlofortino Salvatore Rombi

Antonello Rivano
Redattore Capo ilponentino.it



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