RUBRICA A CURA DI MARCO MALTESU

Siamo connessi o disconnessi dalla nostra realtà?

L’uso di internet ha modificato la nostra vita. Se da una parte ha reso accessibile una quantità infinita di dati, dall’altra parte ha generato una serie di problematiche di non semplicissima soluzione.

Esistono ad esempio delle criticità che l’utilizzazione della rete con il tempo ha reso ancora più difficoltose. Il disagio sociale è una fra queste e sembra che stia affiorando sempre di più. È anche vero che a differenza del passato siamo immersi completamente nell’informazione e gli stimoli per ogni individuo sono continui.

Questo fenomeno è chiaramente visibile nel caso degli “haters” ovvero gli “odiatori”, coloro che approfittano dell’anonimato della tastiera di un computer per rivolgere (forse è più corretto dire per “vomitare”) una quantità infinita di odio, sotto forma di insulti, di frasi malvagie, di disprezzo in qualsiasi forma, al malcapitato di quella occasione. Si perché non esistono bersagli prevedibili per scatenare l’odio di questi personaggi, può essere la bellezza di un personaggio, può essere la razza, può essere il credo politico, la religione, ma possono anche essere fattori estemporanei, l’utilizzo di una parola od una frase che in quel momento vengono percepiti come negativi per un soggetto che in qualche modo vive uno squilibrio. In genere queste sono le persone che, un tempo, affette da qualche eccesso comportamentale, si trovavano nei bar ad esprimere concetti, o modalità di comportamento, che rimanevano circoscritti all’ambito dello stesso bar o luogo di ritrovo, oggi, invece, con l’avvento di Internet, le possibilità di raggiungere un pubblico vasto diventano infinite. Ma non solo, in più c’è la possibilità (abbastanza semplice) di aprire profili falsi su qualsiasi social, che consentono ai molti, anche l’anonimato davanti al resto del pubblico. Inoltre il funzionamento di internet attraverso l’uso degli algoritmi fa si che facendo una ricerca su un determinato argomento, sia lo stesso motore di ricerca che offra direttamente il collegamento ad infiniti altri contenuti dello stesso genere. Per fare un esempio io sono un appassionato di aviazione, cerco un video di aviazione, l’algoritmo mi offrirà infiniti collegamenti con temi di aviazione, sono un amante della cucina, mi ritroverò infiniti collegamenti con temi di cucina, sono un no vax che cerca un filmato sul tema mi troverò infiniti collegamenti con temi dei no vax. Questo genera un mix che può essere molto pericoloso, per il fatto che siano infinite le possibilità di interazione con il mondo e quindi se una persona trova piacere nel prendere di mira gli altri, avrà mille occasioni di entrare in contatto con persone che in molti casi non possono difendersi se non interagendo sullo stesso piano di colui che offende, e comunque in un rapporto sbilanciato fra colui che ha il profilo pubblico e colui che invece agisce nell’anonimato.

Altro fattore estremamente importante è il fatto che colui che naviga su internet per ricercare conforto a tesi “in dissenso con quelle collettive”, grazie all’algoritmo troverà le persone che la pensano come lui e non trovando altro che contenuti di questo tipo sullo specifico argomento, può essere indotto a pensare che in giro non ci siano altro che persone che la pensano nel suo stesso modo. Ai suoi occhi, una moltitudine di soggetti a cui si vogliono imporre delle regole non condivise.

Un altro aspetto dello stesso fenomeno è l’utilizzazione dei dati per arrivare a conclusioni in autonomia. Il web davvero è un serbatoio infinito di dati ed informazioni varie, spesso anche informazioni errate, informazioni vecchie, informazioni non testate scientificamente.

Una delle grandi capacità della nostra mente è quella di chiudersi davanti all’osservazione di risultati non graditi, scomodi e non favorevoli, per avere invece una grande simpatia, un feeling con modelli che per il nostro modo di vedere sono più confortevoli, più graditi, più belli ed interessanti.

Alcune persone scambiano la possibilità di poter leggere tutti i dati a disposizione su internet, con la possibilità di saperli leggere e interpretare.

La verità è che la conoscenza passa attraverso un processo ampio di studio, ed ha bisogno di un bagaglio di esperienza che si forma solamente nel corso degli anni. Un medico ad esempio prima di arrivare alla gestione dei dati medici e di decidere, ad esempio, quale medicinale prescrivere ad una persona, ha svolto tutto un percorso che lo ha portato al riconoscimento della sintomatologia e la sua bravura, la raggiungerà, quando sarà capace di miscelare le sue conoscenze teoriche con le esperienze pratiche.

Il dato di fatto è che si è arrivati alla rivoluzione di internet senza nessuna preparazione, questa rivoluzione culturale è avvenuta senza che la cultura potesse contenerla.

Internet si è appropriata del sapere ma di fatto la cultura, soprattutto nella forma più tradizionale, è rimasta completamente impermeabile alla rivoluzione.

Pensiamo ad esempio alla scuola, ma vale anche per tutte le altre parti della nostra società, il web è diventato uno strumento di cui ci si avvale, ma non è avvenuta una fusione con quello strumento che ha rivoluzionato il mondo.

Affinché la rete diventi una parte integrante di questo mondo e sia possibile una evoluzione reale, è necessario che la nostra cultura la integri. È necessario quindi che tutta la nostra vita sia ricostruita integrando le novità che questo mondo ha portato con sé.

Per far questo, c’è bisogno di una profonda riflessione che deve attraversare e riguardare tutta la nostra società perché fino ad ora stiamo vivendo senza considerare che il mondo è completamente cambiato intorno, e che questo mondo è pieno di pericoli, di difficoltà. Ad iniziare dai nostri ragazzi, i giovani, i nostri figli, che sono gli utilizzatori massivi e che sono ormai immersi completamente in questa nuova realtà ma senza che esista, una cultura, una legislazione, una sanità, una burocrazia, delle istituzioni e perfino un nuovo mondo di valori che possano essere non dico aderenti ed adeguati ma almeno connessi con questa nuova realtà.

Marco Maltesu
Direttore di redazione ilponentino.it

LA LANTERNA – Rubrica a cura di Marco Maltesu
direttore de il PONENTINO

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