Gli stakeholder di una Pubblica Amministrazione: cittadini, associazioni, imprese

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di Tiziana Maria Ginocchio

Prima di affrontare altre tematiche più affini a quanto attiene alla governance della “Cosa Pubblica” ed ad ciò che ne definisce il funzionamento, le modalità di intervento, le collaborazioni  e interazioni con gli altri soggetti che compongono la Società, voglio definire alcuni concetti che sono apparsi più volte nei miei precedenti articoli, dandone un po’ per scontato significato e specifiche.

  Parto col definire cosa siano e come si suddividano quelli che vengono genericamente definiti “Stakeholder” di una Pubblica Amministrazione.

Ricordo per l’ennesima volta che in un governo democratico, i detentori del Potere nella “Res Pubblica” sono gli elettori di cui la politica eletta, in carica, si impegna a soddisfare i bisogni nelle modalità enunciate nel corso del programma pre-elettorale ed a cui si impegna a “rendere conto” per ottenere la conferma della fiducia durante ed alla fine del mandato.

Stakeholder di una Civica Amministrazione sono pertanto tutti gli elettori, cioè tutti i cittadini.

Ma questi hanno caratteristiche differenti a seconda della loro collocazione sociale, professionale ecc., in quanto assumono di volta in volta personalità diverse, a seconda dei loro specifici interessi professionali, status, bisogni ed appartenenze.

Pertanto, la Politica dovrà tener conto dei bisogni dei lavoratori, dei pensionati, dei commercianti, degli altri enti, delle associazioni e delle imprese che operano in un territorio.

Gli stakeholder rappresentano quindi una molteplicità complessa e variegata di “soggetti portatori di interesse della comunità” e molto spesso gli interessi degli uni non collimeranno con gli interessi degli altri e la Politica si troverà a dover operare delle scelte che necessariamente scontenteranno una parte.

La “parte scontenta” potrà tuttavia accettare il danno subito o da subire se sarà resa consapevole del beneficio collettivo e sociale che deriva dal suo “sacrificio”, se sarà resa partecipe e consapevole dei vantaggi per il territorio, immediati e futuri, anche in termini generazionali, che la scelta ed il relativo “sacrificio” richiesto comportano.

Gli stakeholder

Per conoscere le categorie degli stakeholder è necessario innanzitutto analizzare il contesto e la collettività di riferimento che l’Amministrazione si trova a governare. Dopo questa fase di “mappatura della situazione esistente” occorre individuare, se necessario, di volta in volta, gli stakeholder che si vogliono coinvolgere nell’ambito degli specifici interventi considerati.

La scelta degli “stakeholder” da coinvolgere deve tener conto del livello decisionale che serve.

La segmentazione delle classi degli stakeholder va pertanto definita rispetto al grado di rappresentatività degli stessi nella formulazione delle politiche considerate.

Si possono individuare gli stakeholder attraverso diverse metodologie.

Una di queste indica come principi per la loro identificazione la capacità di influenza e quella di interesse che essi sono in grado di esercitare:

  • Occorre definire i “fattori di influenza” di ciascun stakeholder individuato. La capacità di influenza dei singoli portatori di interesse è determinata dalla loro: dimensione, rappresentatività, risorse attuali e potenziali, conoscenze e competenze specifiche, collocazione strategica;
  • Occorre stabilire il “livello di interesse” di ciascun stakeholder rispetto alla sua incidenza ed alla sua “capacità di pressione“.
  •  

Il “livello di interesse” è stabilito da due fattori:

  • dall’incidenza della politica considerata rispetto alla sfera di azione e agli obiettivi del portatore di interesse individuato;  
  • dalle iniziative di pressione che gli stakeholder possono mettere in campo per promuovere o rivendicare i propri interessi o per favorire una propria partecipazione al processo decisionale.

Incrociando in una matrice influenza e interesse si ottengono tre categorie di stakeholder:

Influenza
bassaalta
InteressebassaStakeholder appetibili
categorie che è opportuno coinvolgere
altaStakeholder deboli
categorie che è doveroso coinvolgere
Stakeholder essenziali
categorie che è necessario coinvolgere
  • Gli stakeholder appetibili, cioè coloro che è opportuno coinvolgere poiché hanno basso interesse ma alta influenza. Questa categoria può essere rappresentata da gruppi di pressione o da opinion leader in grado di influenzare l’opinione pubblica rispetto a determinate tematiche;
  • Gli stakeholder deboli, cioè coloro che hanno alto interesse ma bassa influenza. Questa categoria è rappresentata da soggetti che non hanno i mezzi e gli strumenti per poter esprimere in modo forte e omogeneo i propri interessi; questi soggetti coincidono spesso con le fasce destinatarie delle politiche dell’Amministrazione ed è quindi opportuno coinvolgerle nella formulazione delle politiche stesse[1].
  • Gli stakeholder essenziali, cioè coloro che è necessario coinvolgere perché hanno alto interesse e alta influenza rispetto alla politica di riferimento e, quindi, forte capacità di intervento sulle decisioni che l’Amministrazione vuole adottare.
Gli stakeholder

Una categoria di stakeholder che reputo determinante per la vita di una comunità, e che mi ha sempre interessata ed affascinata perché ne costituisce il fulcro vitale e sostanziale, è quelle delle imprese, siano esse di ricerca, di produzione, di vendita, ecc.. Identifico perciò nelle imprese una tipologia di stakeholder essenziali particolarmente significativi per la comunità.

  • Hanno infatti “alto interesse e alta influenza rispetto alla politica di riferimento e, quindi, “forte capacità di intervento sulle decisioni che l’Amministrazione vuole adottare”, ma non solo;
  • Possono avere e mettere a disposizione della comunità strumenti e contributi economici, professionali, tecnici, relazionali e creativi per apportare e soprattutto co-apportare importanti benefici per lo sviluppo del territorio.
  • Hanno spesso come obiettivo, quello di migliorare la qualità della vita dei territori in cui nascono, vivono, producono, commerciano, sono insediate, e di rendere così più appetibile sia l’eleggervi la residenza che l’insediamento di altre imprese.

Spesso le aziende hanno problemi di inserimento in un territorio e questo le fa sentire “Imprese Corsare” piuttosto che “Imprese Radicate”.

Alle Amministrazioni Pubbliche spetta, quindi, un compito molto importante e non facile: quello di creare un coinvolgimento di tutte realtà produttive capace di generare un sentimento di “Identificazione territoriale” delle imprese.

Gli stakeholder possono essere coinvolti nell’individuazione e nella proposizione di soluzioni utili ad affrontare le criticità collegate ai processi intrapresi, in particolare nel delicato momento storico che stiamo attraversando, sostenere e consigliare le Amministrazioni Pubbliche circa i correttivi da apportare, pur lasciando a quest’ultime la decisione finale che loro compete.

Una frase sintetizza il metodo:

Dimmi e dimenticherò, fammi vedere e forse non ricorderò, coinvolgimi e capirò”.

Per fare ciò è necessario adottare nuovi strumenti di partecipazione in un’ottica di trasparenza dell’attività amministrativa. Il tutto è  finalizzato a coinvolgere i cittadini e i diversi stakeholder del territorio, in primis le imprese, nelle scelte strategiche di trasformazione della città, con l’obiettivo di sviluppare alti livelli di coesione sociale, attraverso la compartecipazione appunto dei diversi soggetti interessati (stakeholder).

Incoraggiare la partecipazione attiva è il centro della missione e del processo di AccountAbility (capacità di rendicontazione), di cui abbiamo parlato nell’apposito articolo, e di cui ricordo a seguire  i benefici:

  • Rafforzamento del rapporto con gli stakeholder
  • Miglioramento del dialogo, della partecipazione e della fiducia
  • Riduzione della conflittualità
  • Messa in atto di un rapporto di mutua collaborazione ed arricchimento
  • Volontà delle parti (imprese, Amministrazione e cittadini,) di operare in un rapporto di reciprocità per il bene comune e dei territori.

L’informazione, la consultazione e la partecipazione attiva aumentano infatti la trasparenza dell’Amministrazione ma le conferiscono però anche maggiori responsabilità.

In tali condizioni il rafforzamento delle relazioni fra amministrazione e cittadini e soprattutto tra amministrazione ed imprese, può incoraggiare la collaborazione del mondo produttivo per il raggiungimento degli obiettivi politici finalizzati allo sviluppo dei territori.

Ricordo che il Comune di Genova negli anni 2011/2012 aveva attivato un progetto pilota “Stakeholder Engagement a Genova” con un gruppo di lavoro (formato da una trentina di persone in rappresentanza degli Stakeholders) che, sulla base del programma di mandato 2007-2012 del Sindaco di Genova, aveva previsto il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte strategiche di trasformazione della città. Per perseguire tale risultato, sono stati  adottati nuovi strumenti di partecipazione in un’ottica di trasparenza dell’attività amministrativa. È stato redatto un ampio documento[2] sul tema.

In particolare veniva evidenziata l’esigenza di sviluppare attività di “Stakeholder Engagement” nelle aree:

  • Servizi Civici – Servizio Elettorale
  • Politiche Educative – Ristorazione Scolastica
  • Politiche Educative – Servizio 0/6
  • Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizia.

Il progetto, aveva come obiettivo l’individuazione un metodo che potesse garantire una coerenza di percorso ed una capacità di lettura dei risultati e dei conseguenti impatti dell’azione amministrativa.

Al poderoso lavoro di impianto metodologico non è poi seguita, però, una presa di posizione attiva della parte politica e il lavoro e soprattutto gli obiettivi che con esso venivano proposti sono rimasti sospesi.  

In ogni caso il lavoro citato non ha preso in considerazione nel processo di partecipazione il mondo delle imprese, cui dedicherò un apposito articolo.


[1]  Liberamente ispirato da Formez Qualità P.A. on line http://qualitapa.gov.it/customer-satisfaction/ascolto-e-partecipazione-dellutenza/processi-decisionali-inclusivi/skateholder/

[2] Documento elaborato in base allo Standard “AA 1000 SES (Final Draft 2011)”

Tiziana Maria Ginocchio
Sino al 2020 Responsabile Relazioni con Imprese e Fundraising Comune di Genova – Gabinetto del Sindaco
Formazione professionale

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