-GATTI E MISFATTI-
Racconto a puntate di Pier Guido Quartero

Cap 5: UNA CONSULENZA A PREZZO D’AMICO

Martedì mattina, la giornata si preannunciava bellissima. Il cielo terso prometteva che, almeno per qualche ora, il carico di umidità sarebbe stato sopportabile.

Peo uscì, a metà mattina, per andare a trovare Pietro, alla Camera di commercio. Lo trovò nel nuovo ufficio, dove si era trasferito da poco. La stazza imponente dell’amico risaltava ancora di più, sotto il basso soffitto della stanzetta dell’ammezzato, dove questi aveva trovato rifugio dall’aggressione quotidiana del pubblico.

-Caffè?- esordì, entrando nella stanza.

-Sei venuto pev un saluto o pev scvoccave una consulenza?- Pietro lo accolse con la faccia da finto burbero.

-Pev scvoccave una consulenza- rispose, facendo il verso alla erre blesa dell’amico.

-Allova il caffè lo paghi tu- ribatté l’altro infilandosi la giacca –Cosa c’è di nuovo in pentola?

Peo gli raccontò della storia di Scognamiglio.

-Un tipo divertente- concluse –Ha un faccione tranquillo, ma non è capace di star fermo un momento, il Clemente Scognamiglio… è un fremito continuo…

-Comunque può stave tvanquillo davvevo, il tuo Fvemente Scognamiglio. Il Vuolo degli Agenti di commevcio pvaticamente è movto… L’Unione euvopea ha sostenuto che l’iscvizione obbligatovia eva un illegittimo ostacolo alla concovvenza. Così l’iscvizione è diventata volontavia, e non la fa pvaticamente più nessuno. Solo, c’è ancova qualcuna di quelle gvosse case pvivate che non se ne dà pev intesa: quelli sono più buvocvati di noi, gavantito…

-Quindi anche la storia dei contributi ENASARCO che salterebbero in caso di mancata iscrizione al Ruolo è una cazzata?

-L’ENASAVCO ha applicato i pvincipi dell’Unione euvopea ancova pvima di noi, quindi non dov-vebbe essevci pvoblema, ma ti conviene contvollave: non si sa mai, tutti i giovni nascono funghi, e l’atteggiamento delle Associazioni di categovia su questo tema è abbastanza consevvatove. Pev esempio, ti vicovdevai che evano state abolite le commissioni pev la tenuta dei vuoli. Beh, pev un bel po’ sono andati avanti a chiedeve che comunque gli facessimo fave una commissione, anche senza gettoni, pev dave pavevi sulle iscvizioni, nei casi in cui glieli avessimo chiesti e senza che il paveve vincolasse le nostve decisioni.

-Carino! Sostanzialmente hanno inventato una nuova tipologia di parere: oltre a quelli vincolanti e non vincolanti, a quelli obbligatori e non obbligatori, avrebbero voluto introdurre anche il parere irrilevante!!

Pietro ebbe un ghigno. –Esatto… hanno inventato il paveve ivvilevante… A pvoposito di nuove figuve giuvidiche, te l’ho già detta quella sui tipi di intevpvetazione della legge?

-No. Com’è?

-Allova: sai che esiste l’intevpvetazione estensiva, che è quella che estende l’applicazione della novma, vicompvendendovi situazioni limite, ma non divevse da quella disciplinata. Poi c’è l’intevpvetazione analogica, che applica una novma a situazioni divevse da quelle pveviste, che pevò pvesentano aspetti simili. Ma ova, oltve all’analogico c’è anche il digitale… che è quel tipo di intevpvetazione della legge… che comunque te lo mette nel culo!- e, mentre concludeva, mostrò ridendo a Peo il dito medio della mano destra con un atteggiamento dal significato inequivocabile.

Peo pagò le consumazioni e uscirono dal bar. Le notizie avute gli confermavano che il problema del suo cliente era, probabilmente, di facile soluzione. L’ostacolo più duro poteva essere la ditta mandante: far capire qualcosa agli innamorati delle prassi aziendali era quasi peggio che trattare con i burocrati dell’amministrazione pubblica…

Il primo passo, comunque, era una verifica definitiva con l’ENASARCO. Però non aveva voglia di andare fin là. Vero che la giornata era più asciutta delle precedenti, ma il sole scottava mica male… Decise di passare dal pescivendolo a comprarsi qualcosa per poi tornarsene a casa. Salutato Pietro prese per Vico del Ferro e scese nei Macelli di Soziglia.

Tore lo accolse con il solito slancio.

-Oh, Peo! Lo vuoi un bianchìno come si déve? Dai , prenditi un bicchiére, tanto lo sai dove sòno…

Tore era un bell’uomo alto con un ciuffo di capelli prematuramente grigi. Aveva trasformato la pescheria dei macelli in una specie di club: offriva ai clienti abituali vino, focaccia e frutti di mare, quando non arrivava ad invitarli a mangiare con lui nell’orario di chiusura. In quei casi preparava carpaccio, gamberi e aragoste, con una generosità da gran signore. Era originario della Sardegna, e si esprimeva con un accento genovese appena venato dall’uso abbondante delle vocali strette, caratteristico del parlare dell’isola.

L’impressione generale era che il lavoro, nella pescheria, fosse diviso in questo modo: Tore faceva le public relations e i lavori artistici –taglio del carpaccio a mano libera e simili; sua moglie Cristina invece… tutto il resto. Guai però a dirglielo: -Lo sai a che ora mi alzo al mattino per andare sul mercato?- chiedeva, indurendo la mascella, e forse aveva anche ragione…

Peo andò tranquillamente a prendersi il bicchiere e lo riempì di vino bianco.

-Hai sgusciato i gamberi eh? Sono quelli di ieri…-

-Gli viene la testa néra, ma la coda è buonìssima. E hai visto che prèzzo?

-Sì, vorrei metterli un po’ nel limone e poi mangiarli così. Andranno bene?

-Béne? Benìsssimo!!

-Me li dai tu o devo prendermeli da solo?

-Sérviti, sérviti, che sei di casa…

Peo non se lo fece ripetere due volte. Afferrato un foglio per involgere, ci mise dentro due o tre manciate di code di gambero, poi andò a posare il tutto sulla bilancia.

Pagato il conto, acquistati due limoni dal verduraio di fronte, se ne venne verso casa.

Quando fu arrivato, messi i gamberi a cuocersi nel succo di limone, tentò di telefonare all’ENASARCO. Ricordava che anni prima aveva fatto lo stesso tentativo per sentirsi rispondere da una voce registrata che il servizio di informazioni telefoniche era disponibile al mercoledì dalle 12 alle 14.

-Le cose saranno cambiate, oggi- si disse, componendo il numero telefonico.

-Gli uffici sono chiusi dalle 12 alle 14- gli rispose la voce registrata, e questa volta non c’era da protestare. Aveva perso tempo in tutti i modi e non si era accorto che era già passato mezzogiorno… Beh, avrebbe telefonato più tardi, oppure sarebbe andato di persona domattina: ora c’era da sbafarsi i gamberi e poi un po’ di siesta all’ombra, sul terrazzo. Era o no un pensionato? E allora!…
[Continua..]

Pier Guido Quartero
Opere dell’autore pubblicate da Liberodiscrivere

GATTI E MISFATTI- Puntate precedenti:

image_printScarica il PDF