Virginie de Clausade Elodie Hesme “Donne di porcellana“Edizioni Nord


La manifattura Haviland era un mostro di ferro e cemento che iniziava alle porte della città per poi allargarsi placidamente ai campi intorno. Le fornaci andavano giorno e notte, un denso fumo grigio usciva di continuo dalla quindicina di ciminiere che spezzavano l’orizzonte. Dai dieci anni di età, e fino a quando il cielo concedeva loro un po’ di forza, gli operai davano forma e arte alla materia che aveva fatto di Limoges la capitale mondiale di quella produzione: la porcellana.

Comincia così il romanzo Donne di porcellana che ho scelto per questa storica, mondiale giornata dedicata al lavoro.

Nel 1905, a Limoges, città celebre per le sue porcellane, nella grande fabbrica Haviland, ottocento operai e una ventina di forni, scoppia un grandioso sciopero per protestare contro gli abusi sessuali perpetrati da un capo reparto ai danni delle giovani operaie appena assunte. La scintilla che provoca l’incendio è lo stupro di una ragazzina appena quattordicenne. Tutta la fabbrica, uomini e donne, entra in lotta.

Da questo avvenimento reale prende l’avvio di un avvincente romanzo che intreccia le storie di personaggi di invenzione e di quelli realmente vissuti. La trama, ricca di intrighi e colpi di scena, è appassionante per il suo meccanismo narrativo, per la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto femminili: Anne l’indomita operaia, che nasconde un pericoloso segreto, e che sarà colei che darà avvio alla protesta; Clotilde, la moglie del padrone della fabbrica, che tuttavia comprende le ragioni degli operai, e che si scoprirà legata ad Anne da un forte legame, rivelato nel corso della vicenda. Difficile dar conto della complessità della storia, affollata di personaggi di contorno, ma di grande forza narrativa e psicologica. Questo libro si legge come un avvincente, romanzo ma è qualcosa di più: un atto d’accusa forte e diretto contro gli abusi sessuali sul lavoro, una piaga che sanguina sempre.

Grazia Tanzi

Rubriche a cura di Grazia Tanzi



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Un pensiero su “Libri alla Ponentina – <em>Donne di porcellana</em>”
  1. Buongiorno, la sua rubrica dedicata ai “Libri alla Ponentina” è molto gradita: un dolce risveglio da assaporare con un buon caffe.
    Grazie

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