La lettera di Marzo della direttrice del parco Arch. Silvana Ghigino

Al momento per noi del Parco Pallavicini è più che una parola d’ordine: Marzo, del resto, è di certo il GRANDE MESE DELLE CAMELIE.

Quando ero una scolara delle elementari mi avevano insegnato che marzo era il “mese pazzerello” e per decenni io, che non amo il freddo, l’ho aspettato con ansia perché sapevo che tra le pieghe di questa presunta pazzia si nascondeva la primavera.
Oggi non vale più perché ormai tutti i mesi sono pazzi, ma resta il fatto che questo è il mese delle camelie!

Durante la visita che ho guidato in apertura della stagione alla fine di febbraio, una signora mi ha detto: “Architetto, parla delle camelie come se fossero le sue bambine!”.


La signora aveva ragione anche se un po’ mi ha imbarazzata essere scoperta in questi miei sentimenti personali, ma quando mi ritrovo nel camelieto a parlare con le persone, che accolgo come fossero gruppi di amici in visita al mio giardino,sono sgamabile, come dicono i giovani!

E allora vi confesso un po’ delle mie sensazioni e le camelie che maggiormente amo.


Camelie Rubra Simplex

Camelia Rubra simplex / Lago grande

Si tratta della camelia japonica che mi ispira la massima riverenza. Non si trova nel camelieto ma sul Lago Grande: è un esempio della maestosa Rubra simplex che domina tutto il paradiso di Canzio con la sua massa adesso coronata da centinaia di piccoli fiori rossi a 5 petali.

Per chi non l’avesse presente si trova tra il Chiosco delle Rose e il Ponte Romano.
È la madre delle camelie del giardino ed è la specie che è stata forse più usata dai coltivatori come portainnesto.


Camelia Bonomiana

Camelia Bonomiana

Questa è l’esemplare di camelia che mi ispira più allegria e si trova nel Giardino di Flora.
La Bonomiana inizia la siepe a mare con due ancor giovani esemplari che adesso sono carichi di fiori.

Per chi visita il Parco in autonomia e non ha mai partecipato alla visita guidata alle camelie, penserà che quei due cespugli siano composti da coppie di piante affiancate. Le corolle infatti sono in parte rosse e in parte bianche screziate di rosso. Sembra impossibile credere che tutti quei fiori, così diversi tra loro, appartengano allo stesso arbusto! Eppure è proprio così!

In questo tempo di fine carnevale sembrano un’ode ad Arlecchino e alla sua spensierata gioia di vivere.


Un po’ più avanti troverete la Camilla Herbertdai grandi fiori perfettamente candidi e poi, sfacciata e sfarzosa come un fuoco artificiale, la Elegans di un rosa intenso con un ciuffo di petaloidi e rimasugli di stami degni di una grande modista.

Nel viale delle camelie è già fiorita la Warratha Rubra con il suo gruppo di petaloidi organizzati in una geometria tanto complessa e perfetta da sembrare uscita dallo studio di un grande architetto contemporaneo.

E poi ancora la Hagoromo, la Bella di Firenze, la Marchesa Teresa

d’Ambra, la Bellina Major e decine e decine di “sconosciute” che vale la pensa di venire a conoscere.

Una bellissima sconosciuta

Vi ricordo che, quando verrete nel Parco per vedere le Camelie, salutate l’esemplare di camelia davanti al Coccodrillo.
Si tratta di una bella pianta di camelia pendula, una Kujaku tsubaki, che è cresciuta nel mio giardino e che da un paio di anni ho portato nel Parco perché tutti possano vederla e ammirare i suoi fiori penduli che hanno meritato il nome di Camelia Pavone.

Se non la riverite ci rimarrebbe male! Mi raccomando!

Camelia Pendula Kujaku Tsubaki presso il Coccodrillo

Per concludere questa lunga lettera che è stato un po’ come un visita virtuale, vi ricordo che ogni sabato e domenica alle 14.30 (fino al 2 aprile) è possibile partecipare alle visite guidate al camelieto storico.

Qui sotto vi lascio tutti i link per prenotarvi perché i posti sono limitati!

VISITE AL CAMELIETO STORICO

Quando: Tutti i sabato e domenica alle h. 14.30 
Durata: 2 ore circa
Costo: 25€ (comprensivo di biglietto di ingresso per tutto il Parco) Prenotazione obbligatoria
 QUI o via mail ainfo@villadurazzopallavicini.it

Arrivederci nel Parco
Silvana Ghigino
Direttrice e Curatrice del Parco di Villa Durazzo Pallavicini

 Ringraziamo tutti voi che state leggendo questa lettera per il supporto e le risposte che spesso ci inviate. Anche grazie a voi riusciamo a mantenere e in buone condizioni il nostro Parco e troviamo la motivazione per farlo!

CAMPAGNA DI CROWDFUNDING
È sempre attiva la campagna di Crowfunding “Salviamo il Castello del Capitano”  per raccogliere la somma necessaria all’operazione.

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