“Una favola moderna dove ognuno, ne sono convinta, può trovare ispirazione e rifugio dai travagli quotidiani”  
 ( Anna Maria Cecchini  )     

Un’emozionante Favola Moderna

Spare ed Henry. Prima ancora Meghan ed Henry. La favola di un amore multirazziale, il principe che sceglie tra tutte una divorziata borghese con il placet del Commonwealth. I più romantici avranno sospirato al ricordo di quel tale Re Edoardo VIII che perdutamente innamorato di Wallis Simpson nel 1936 decise di abdicare pur di convolare a nozze con l’amata americana, borghese e doppiamente divorziata. Evergreen il triangolo amoroso subito da Lady Diana Spencer assunta a protettrice di tutte le giovani ed ingenue spose del regno. Insomma da sempre al popolo piace conoscere gli intrighi amorosi ed i giochi di potere reali quasi a voler accorciare le distanze nella convinzione che sebbene nelle loro vene scorra sangue blu, alla fine si disperino e perdano sonno e appetito di fronte ad una delusione amorosa tanto quanto la gente comune, common people, dalla celeberrima canzone di Paul Young ad oggi. Così vale tutto, purché se ne parli, ed i giornali vendano. La foto delle natiche della principessa Kate come i rumors sulla lite tra William ed Henry e quelli sulla presunta infedeltà di Meghan. Eppure eravamo davvero entusiaste di fronte all’entrata della borghesia nelle dimore reali, convinte come siamo che istituzioni vetuste debbano rivedere l’assetto formale ed aprirsi maggiormente alla modernità tagliando tutte le spese gravosamente inutili.

Ora non che tutti i reali debbano svolgere il loro compito affidatogli da Dio (?) e per successione dinastica prendendo come esempio i milites Christi Re Baldovino e Fabiola, uniti innanzi tutto dalla fede e da quel ormai vetusto senso del dovere. Ricordate vero, la sua abdicazione durata 36 ore al fine di non dover firmare la legge sulla legalizzazione dell’aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza ed il discorso di papa Wojtyla ad un auditorio di 30.000 fedeli che non curanti della pioggia incessante di quel 3 giugno del ’95, partecipando alla messa di consacrazione del beato padre Damiano De Veuster, ‘l’apostolo dei lebbrosi’, ebbero pure l’occasione di udire le Sue parole di elogio rivolte al caro Re Baldovino. Papa Giovanni Paolo II: “Noi ti ringraziamo, Madre di Dio, per re Baldovino, per la sua fede incrollabile, per il suo esempio di vita offerto ai compatrioti e a tutta Europa, per la sua forza nella difesa dei diritti di Dio e dell’uomo, specie dei diritti del nascituro”.

Possiamo in questi giorni di oscurantismo e di quiescenza delle nostre coscienze ( penso ad esempio ad una certa cultura egemone che divide anziché unire ed alla mappatura dei conflitti che attualmente  ne segnala almeno 59 in corso e a tutte le calamità naturali ), trovare un qualche ristoro ed inceppare quei meccanismi che ci rendono criceti intenti ad alimentare il moto perpetuo di una ruota, desolante perché fine a sè stesso, ritornando ai giorni che precedettero il loro incontro e vivendo ancora una volta la loro storia d’amore che sebbene lontana resta eterna, consegnata alla storia.

Una favola moderna dove ognuno e ne sono convinta, può trovare ispirazione e rifugio dai travagli quotidiani. Buona lettura.
Anna Maria Cecchini

FABIOLA E BALDOVINO SPOSI


Capitolo 1

Fabiola…. Come è dolce per me, pronunziare il tuo nome e accarezzare tutta la tua persona nel farlo, come quando la mia amata mamma mi richiamava a sé, per darmi un bacio ancora e posare il palmo della sua mano sulla mia testa, quasi a voler trattenere i miei pensieri di fanciullo e custodirli nel segreto del suo cuore. Oh quanto mi sei mancata in tutti questi anni maman!

Ho affidato il mio cuore e tutta la mia vita alla Madre celeste e Lei mi ha accolto nella tenerezza del suo amore, fecondo e misericordioso.

Se potessi chiudere gli occhi, ora sentirei il tuo profumo ma- man, che per me è quello delle rose della grotta, ove tu Madre mia, sei apparsa alla pastorella.

E non è forse tutto nato, nella tua dimora di Lourdes?

A te Madre mia, avevo affidato in un mio viaggio segreto, fino la tua grotta, durante una notte di preghiera, il compito di ri- solvere il problema spinoso del mio matrimonio e Tu nella tua immensa accondiscendenza, hai voluto soccorrermi, metten- do sul mio cammino Monsignor Suenens.

Quale catena amorosa di accadimenti fortunati, Madre mise- ricordiosa!

Il mio amico con cui ho condiviso alcune ore, tracciando sen- tieri nel giardino e nei miei pensieri che mi avvicinano, cre- do, sempre più al segreto della mia vita qui, ha pensato bene di chiamare Veronica, aratro di Dio, che in nome e per conto Tuo, ha seminato in terra straniera e ha condotto fino a me, questa donna così dolce, attenta, paziente, dal cuore colmo di amore verso gli ultimi e i sofferenti, vero angelo del Padre Nostro, in questa terra.

Con lei saprò amarti e servirti meglio. Grazie Madre mia. Oggi al suo capo vi è la tiara di mia madre, la Regina Astrid, ma io conosco la mia sposa non da molto tempo invero ma entrambi abbiamo sentito, riconosciuto e scelto la medesima melodia che dalla Madre si infondeva nei nostri cuori di ani- me simili, cresciute e forgiate nelle mani del Signore Nostro. So bene che altri sono i suoi intendimenti, mai profanati dalla vanità delle ricchezze terrene, se non fosse che Le compete di diritto, accetterebbe di buon grado di non affliggere il proprio capo, col pesante simbolo della nostra responsabilità terrena.

[Continua…]

Anna Maria Cecchini
Giornalista e scrittrice

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