Ahmad Mustafa Husayn, il bey di Tunisi, figlio di una schiava carlofortina, che abolì la schiavitù a cura di Antonello Rivano
Parte terza


Nato nel 1806 salì al trono, dopo la morte del padre, nel 1837, morì a soli quarantanove anni. Figlio di una tabarchina nativa di Carloforte, Francesca Rosso, catturata ancora bambina durante la razzia di Carloforte del 1798. Nella sua pur breve reggenza fece grandi sforzi per accreditare agli occhi del mondo l’autonomia e il prestigio della Tunisia, cercando di farne un paese avanzato

Quel che segue è tratto da uno scritto del prof.Fiorenzo Toso.

Ahmad ereditò un paese schiacciato fra l’invadenza della Francia, che aveva occupato l’Algeria nel 1830, e l’Impero Ottomano, di cui era formalmente vassallo, e che aveva riaffermato il suo possesso della Tripolitania nel 1840.

Fù sovrano intelligente e di larghe vedute e fece grandi sforzi per accreditare agli occhi del mondo l’autonomia e il prestigio di una piccola reggenza di ex corsari, cercando di farne un paese avanzato.

Fu circondato da consiglieri capaci, come il Segretario di Stato, Giuseppe Maria Raffo, già consigliere del Mustafa e fratello di una delle sue mogli, Ahmad lo chiamava “Zio”.  Un imprenditore di origine genovese membro della fiorente comunità ligure-tabarchina di Tunisi, uomo dalla mentalità cosmopolita che organizzò tra l’altro la visita di Ahmad, la prima di un monarca islamico in Europa, nella Francia di Luigi Filippo.

Giuseppe Maria Raffo

Ahmad e Raffo tentarono di far entrare la Tunisia nella politica internazionale in maniera autonoma, con scelte per certi aspetti simili a quelle di Cavour, partecipando ad esempio alla Guerra di Crimea per garantirsi il sostegno ottomano e occidentale.

Ahmad modernizzò il paese, ispirandosi al modello egiziano di Mohammed Ali, creò un esercito moderno e una scuola superiore di formazione, futuro vivaio della classe politica tunisina, promosse le opere pubbliche e le arti, realizzò splendide dimore per la sua corte, incentivò la stampa, favorì il dialogo interreligioso tra musulmani, cristiani ed ebrei, accolse esuli politici e profughi italiani che, in fuga dalle carestie e dalla miseria, sbarcavano con mezzi di fortuna sulle coste della Tunisia; creò i presupposti per la prima carta costituzionale di un paese arabo e africano, promulgata poi dai suoi successori.

La sua morte prematura coincise con l’ascesa politica di Mustafà Khaznadar, un ex schiavo greco che, invano contrastato da Raffo, dal grande ministro d’origine circassa Kheireddin Pascià e da altri membri dell’élite politica tunisina, favorì oscure manovre economiche, portando le finanze del paese, già indebolite dagli investimenti pubblici e privati di Ahmad, al tracollo economico e all’ingerenza europea, culminate nel 1881-1883 con l’istituzione del protettorato francese.

Ma soprattutto, vivrà eternamente la memoria di Ahmad I per l’atto col quale nel 1846 egli abolì definitivamente la schiavitù nel suo paese con anni di anticipo rispetto alla Francia, agli Stati Uniti e a diversi altri paesi occidentali.
[Continua]

Si ringrazia Salvatore Borghero per la consulenza riguardo i dati storico anagrafici

Già pubblicati:
Parte prima. Francesca Rosso: da schiava a sposa e madre di bey
Parte seconda. Francesca Rosso: Lalla Jannati Beya: il giallo delle due Jennet e l’eredità contesa

Letture Consigliate:
Gli schiavi carolini catturati nel 1798” di Daniele Agus e Salvatore Borghero (L.Editrice, 2010)

Il Bey Carlofortino” Romanzo storico di Salvatore Ventura (Blurb editore, 2017)

Storia di Carloforte-Documenti e appunti” di Enrico Maurandi – Associazione Culturale Saphyrina Carloforte (Fausto Lupetti editore, 2013)

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