È con grande piacere che accogliamo il ritorno di un collaboratore storico de Il Ponentino.

Si tratta di Nino Durante, che ha curato per circa dieci anni la rubrica “U lûnaietto” e che torna sulle nostre pagine per condividere con i lettori la sua grande passione e sconfinata conoscenza della lingua genovese e delle tradizioni della nostra terra che ormai vanno perdendosi.

Classe 1948, praese DOCG, Nino Durante è quello che si può definire un artista poliedrico. Cantautore con all’attivo centinaia di testi rigorosamente in lingua zeneise, scrittore, conduttore radiofonico, pittore: insomma, ne ha combinate di ogni!

La conservazione e la diffusione della lingua genovese e di tutto ciò che le gira intorno è, possiamo dirlo senza timore di venire smentiti, la sua missione. Missione che porta avanti mediante varie attività ed iniziative.

Oltre ad essere, come già detto, autore di canzoni in genovese molto belle ed evocative, tiene oramai da tredici anni un corso di grammatica genovese di cui avremo occasione di parlare, ha pubblicato nel 2014 il libro “Grammatica genovese curiosa e intrigante” nonché svariati volumi che spaziano dalle fiabe alla reinterpretazione dei classici della letteratura, dalle memorie alla narrativa “pura”.

Proprio oggi è uscito il suo ultimo libro che contiene, non potrebbe essere altrimenti, anche racconti in genovese. Si intitola “Racconti d’amore e magia” ed è pubblicato dalle Edizioni Erga. Anche su questo, comunque, torneremo a breve.

Della sua rubrica, “E parolle do messiavo”, vi racconterà Nino stesso, che ha preparato per noi una sorta di puntata pilota alla quale non ci resta che lasciarvi, ovviamente dopo avervi salutato con uno squillante “Allegri!”
Sara Piccardo

Scignorìa!

Sono Nino Durante, e sono davvero felice di riprendere, con questa mia rubrica,  la collaborazione con IL PONENTINO. Ho usato il termine riprendere in quanto sono stato ospite delle pagine di questa testata (allora erano davvero pagine in quanto il giornale usciva in versione cartacea) per circa una decina d’anni, nel periodo ‘80 / ‘90. Sarà senz’altro una nuova ed entusiasmante avventura che mi auguro sia altrettanto piacevole per voi che mi leggerete.

E PAROLLE DO MESSIAVO

Una specie di ritorno alle origini della parlata e delle tradizioni genovesi.

Probabilmente, nel leggere il titolo di questo articolo,  qualcuno si sarà chiesto chi sarà mai questo fantomatico signor Messiavo e del perché di questa mia scelta. E allora dirò subito che messiavo è una parola caduta in disuso che stava a indicare la persona più anziana, e di conseguenza la più saggia, della famiglia. Normalmente si trattava del nonno, la cui moglie non era però la messiava, come ci si potrebbe aspettare, bensì la madonnava.

Questi due nomi, come spesso succede nella grafia genovese, hanno anche una loro forma contratta, per cui messiavo diventa messiäo e madonnava diventa madonnâ. Come si può notare, nella seconda versione, ho usato due accenti di diversa natura, anche se la loro funzione è perfettamente la stessa. Infatti entrambi allungano la vocale sulla quale sono posti, ma i due punti si usano quando, dentro la parola, c’è una caduta di consonante; in questo caso messiavo perde la consonante V, e la A che la precede è costretta ad allungarsi per aggrapparsi all’ultima lettera, che è la O. Leggermente diversa è la dinamica che riguarda la madonnava che diventa madonnâ, dove sull’ultima vocale ho messo un accento circonflesso; questo perché non si tratta di una caduta di consonante ma del troncamento dell’ultima sillaba, in questo caso la VA.

Ma da quale fonte provengono questi due termini?

Messiavo si pensa derivi dall’antico termine messere, che in genovese, con l’aggiunta del sostantivo avo, diventa così il signore avo, cioè, come già detto, il più anziano della famiglia. Stesso ragionamento per la madonnava: l’antica madonna, con l’aggiunta del sostantivo ava, diventa in genovese, appunto, la madonnava.

Io però ho un’altra versione, personalissima se volete, ma che mi garba assai. Proviamo a scomporre la parola messiavo in messia e avo, e mi viene da pensare a una persona a cui si deve rispetto come, appunto, si deve a un Messia. Stesso procedimento per madonnava che diventa madonna ava, cioè la donna più anziana della famiglia alla quale va la nostra riverenza e venerazione come a una Madonna.

Allegri!!*

Nino Durante

  *Allegri è il classico saluto che si scambiano due o più persone fra  loro nell’accomiatarsi; mentre quando ci si incontra si usa per lo più il riverente e rispettoso Scignorìa!!

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