IL PONENTE IN SUBBUGLIO, NESSUNO LI VUOLE, TUTTI CONCORDI NEL RIGETTARE QUEST ‘ABOMINIO!

di Elis@Provinciali 

Tanto il sindaco che il presidente di Autorità portuale, nel passato prossimo, ripetevano solennemente “Il Porto non si tocca, resterà così com è, rinnoviamo la promessa di chi ci ha preceduto, almeno per vent’anni”.In assemblea al centro remiero , Bucci affermò “Ditemi cosa volete e desiderate per il vostro territorio!” lo stesso Bucci nel dicembre 2017 si dichiarò entusiasticamente favorevole al progetto “waterfront praese” della FondAzione PRimA’vera che prevedeva di prolungare la pista ciclo-pedonale e le dune alberate lungo tutto il lato di levante del terrapieno portuale, proprio dove ora vuole mettere i cassoni, Un voltafaccia imbarazzante.

I cittadini del VII mo Municipio sono in pesante fibrillazione, da quando il Comune ha ammesso che l’ipotesi è probabile: nel metodo, estremamente irriguardoso nei confronti degli abitanti, far trapelare per un mese la faccenda dalla stampa, si, no, forse, vedremo (mi ricorda Mani Pulite, quando l’indagato era l’ultimo a sapere di esser tale, mentre i giornali già spifferavamo tutto!). Di solito, è buona prassi discutere prima con i diretti interessati una faccenda così impattante.
Nel merito: appare ai più una pessima idea, quando è in corso l’ultimazione del parco dune e ciclabile, ed in attesa della partenza del progetto “Pinqua”, che restituirà alla cittadinanza una fascia di vivibilità, soprattutto nel sestiere di Palmaro, in continuità con l’intero waterfront praese. Ebbene, un cantiere di tale portata, più di cento cassoni in calcestruzzo armato da realizzare per la nuova diga di Genova, allocato a meno di un km. dalle abitazioni, in un area già pesantemente compromessa dal Porto containers , con tutto il suo corollario di rumori, inquinamento, invivibilità per svariati anni, è veramente , come detto idea abominevole e priva di ogni senso logico e razionalità.


Non pare esser stato utile che due consiglieri comunali, Cristina Lodi e Filippo Bruzzone, abbiano presentato interrogazioni a risposta urgente in merito. Hanno segnalato la possibilità di uno sforamento nell’impatto fonico sull’abitato e proposto studi tecnici per valutarne la ricaduta sul quartiere. La risposta? Una “Supercazzola”, mi dice un cittadino furibondo, perchè l’assessore Francesco Maresca, di solito molto comprensivo nei riguardi delle problematiche a Pra’, assicura che il tutto avverrà senza alcun criticità, questa volta cerca di farci digerire la cosa, dicendo che i materiali verranno condotti via mare…non vi sarà altro disturbo che la “Visione” di questi manufatti davanti casa, più o meno dove il sindaco Marco Bucci apprezzava la bellezza del panorama dal sesto modulo, quale zona di richiamo prefigurava di realizzarvi un area ludica e ristorativa per i praesi.

Da sx Signorini, Berbazza, Bucci e Maresca in visita al parco delle dune nel 2021


Evito di riportare ciò che sento intervistando la gente comune, ma certo tutti sono concordi nell’opporre una strenua resistenza a questa realizzazione, con tutti i mezzi legali possibili ed immaginabili, il concetto che ricorre è “Abbiamo già dato”…e sfido chiunque a sostenere il contrario…la perdita della spiaggia è stato un dolore che non finira’ mai, l’attesa dei giusti interventi conpensativi altrettanto, cosa vogliamo fare? I Cittadini suggeriscono a gran voce di ritornare su questa ipotesi infausta, ed esaminare soluzioni alternative.
Ed il nostro presidente del Municipio, l’ing.Guido Barbazza, cosa ne dice?
Ha rilasciato un ampia ed articolata dichiarazione ai social media,
<< In considerazione delle vibranti proteste dei Cittadini di Pra’, Pegli e del Ponente tutto, in relazione alla ventilata ipotesi di realizzazione, “tout court”, del cantiere per la costruzione dei cassoni per la nuova diga foranea di Sampierdarena proprio al Bacino Portuale di Pra’, preferisco per il momento non addentrarmi nell’esposizione dei motivi che sconsiglierebbero tale soluzione…A maggior ragione se in presenza di alternative valide e ben lontane dal tessuto urbano per la realizzazione dei principali componenti per la grande opera portuale della quale Genova ha bisogno da svariati decenni, che auspico vengano prese in considerazione e adottate.
Se invece si volesse procedere posizionando il cantiere a Pra’, oltre a far sparire, a quanto sembra, una non trascurabile porzione di prezioso specchio acqueo, prolungando ulteriormente verso levante il terrapieno portuale, si avrebbe per svariati anni a venire una presenza ingombrante e poco gradita a quattro passi dalla pista ciclo-pedonale e dal nuovo parco delle dune di Pra’, a poco più di mezzo chilometro dai Bagni Castelluccio e dalle case di Pegli Lido. Proprio davanti alle finestre di Cittadini che, invece, aspettano da anni ulteriori opere di riqualificazione e valorizzazione di un litorale già pesantemente impattato dalla costruzione del Bacino Portuale di Pra’ stesso e dall’inquinamento acustico ed atmosferico che le sue operazioni generano. Anche ed in particolare nel sito in oggetto, attraverso il prolungamento della pista ciclo-pedonale e delle dune alberate lungo tutto il lato di levante del terrapieno portuale e la costruzione del ponte ciclo-pedonale sul Canale di Calma di Pra’.

Lavori per le dune


La valutazione di un intervento di tale portata evidentemente trarrebbe beneficio dal confronto con i Cittadini ed il territorio che ne dovrebbero sopportare l’impatto, tramite il coinvolgimento del Municipio, che è l’Istituzione che li rappresenta e a loro più vicina. Pertanto, nello spirito della massima collaborazione, e su mandato del Consiglio Municipale, invito il Presidente di AdSP, Dottor Paolo Emilio Signorini, ad un incontro con il Consiglio Municipale in una seduta monotematica sul Bacino di Pra’ con i cittadini.>>
D’altra parte Guido Barbazza si era già espresso contrario all’ipotesi cassoni a Pra’ durante il periodo elettorale, in un momento in cui poco o niente se ne sapeva e nessuno diceva niente, risultando il primo ad affrontare pubblicamente l’argomento.
In conclusione, il comun sentire ponentino è univoco:” Volete piazzare una fabbrica di cassoni ed espandere il porto, allora buttatevi a levante fino a Nervi, così saremo tutti insieme allegramente una città di portuali” ! E comunque, facciamo quanto prima questo confronto con Signorini, e Sindaco dico io, perche si sa”Dum Romae consulitur, Sagunto expugnatur”ovvero, mentre a Tursi/Palazzo S.Giorgio si discute, Sagunto (Pra’) è devastata…

Elisa Provinciali

Tratto da Supratutto.it

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Un pensiero su “Quel “pasticciaccio brutto” dei cassoni a Porto Pra’”

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