Stazione di Pegli fine '800 - inizi del '900 - accoglienza (Collezione di Elvio Perazzo)

Ignazio Alessandro Pallavicini e la trasformazione di Pegli

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Cenni di Storia e Antropologia del territorio (5)

Di G.Walter Cavallo

Nei primi anni cinquanta dell’ottocento, mentre è in corso di completamento la strada ferrata da Torino a Genova, inaugurata a Caricamento il 20 febbraio 1854, alla presenza di Vittorio Emanuele II e consorte, da Cavour e di alcuni ministri, si delinea il progetto per il prolungamento della tratta dal capoluogo ligure sino a Voltri, passando per Pegli. Nasce a questo scopo la Società Anonima per la strada ferrata da Genova a Voltrie il dinamico marchese Pallavicini, che ha ben presente l’importanza del nuovo mezzo di locomozione, stipula con essa un contratto molto ben dettagliato.

Dall’atto, stipulato il 14 settembre 1854 dal notaio Tiscornia, si evince che Ignazio Alessandro dona il terreno necessario per l’edificazione della stazione, degli uffici e della piazza antistante. In cambio ottiene il risarcimento per il terreno occupato dai binari, qualificato in metri quadrati 3886, 47 centimetri per lire nuove 20.375,58; e la costruzione di un cavalcavia in ferro all’interno della stazione, che permetterà di raggiungere il giardino della sua villa direttamente. Visto che la proprietà viene divisa dal passaggio della ferrovia egli ottiene, dietro il pagamento di lire nuove 6000, la costruzione di un passaggio a livello sui suoi terreni. Anche se non risulta riscontrato nei documenti, è certo che alla stazione di Pegli, per almeno un centinaio di anni, tutti i treni avevano l’obbligo di fermata.

1854 – Atto Notaio A. Tiscornia per cessione terreni Ferrovia di Pegli

Per ulteriori dettagli vi rimando al mio saggio “Alla ricerca di Ignazio Alessandro Pallavicini – Uomo del Risorgimento Italiano” dove all’appendice 4 ho pubblicato l’atto notarile di cessione del terreno.

A questo punto i genovesi e i forestieri possono abbinare un innovativo viaggio in treno alla visita dell’ormai famoso giardino di Pegli.

Indubbiamente il comportamento del marchese Pallavicini è funzionale ad accrescere il prestigio e il valore della sua proprietà; tuttavia bisogna rimarcare che, grazie a questo intervento, l’attraversamento ferroviario del paese non avviene lungo la fascia costiera ma all’interno, lasciando così intatto il litorale che potrà successivamente essere sfruttato a fini turistici. Nel 1856 viene ultimata la ferrovia Genova – Voltri e Pegli diventa comodamente raggiungibile da Genova in soli 20 minuti (contro i novanta dell’omnibus) e la presenza stessa della ferrovia costituisce un ulteriore elemento di richiamo per i forestieri, tanto da farla diventare la prima località ligure di fama internazionale. Inizialmente la visita al parco e all’orto botanico assumono il carattere di una escursione giornaliera, anche a causa della mancanza di un’adeguata offerta ricettiva, poi la sola presenza di tali attrazioni concorre ad attirare su questo piccolo centro l’attenzione delle élite forestiere, ponendo così le premesse per lo sviluppo di ulteriori forme di valorizzazioni del territorio. Nel giro di breve tempo Pegli viene scelta da aristocratici e alto borghesi stranieri per trascorrervi i mesi invernali, mentre le ricche famiglie liguri, piemontesi e lombarde vi giungono nella stagione estiva per i bagni di mare.

Stazione di Pegli nel tempo ferroviaria negli anni 20 del ‘900

Prende così avvio un periodo di sviluppo turistico che si protrae sino alla vigilia della Grande Guerra.

Nei decenni centrali dell’Ottocento si assiste dunque a una prima importante trasformazione socioeconomica alla quale corrisponde un consistente incremento demografico. Nel 1842 Pegli conta circa 3900 anime e nel 1861 sfiora quasi quota 6200: un aumento quasi del 60%, dovuto anche a una consistente immigrazione. Questo fenomeno trova giustificazione proprio nella possibilità di guadagno legate all’accresciuto movimento di merci e persone e alle prime forme di valorizzazione turistica, che concorrono a vivacizzare il commercio e determinano la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

Infatti, nel 1856 Giacomo Gargini, titolare del “Caffé-Ristorante della Concordia” di Genova, chiede al marchese Pallavicini di poter acquistare un terreno vicino alla piazza della stazione per realizzarvi un ristorante. Il marchese, consapevole dell’importanza di adeguare Pegli al nuovo flusso turistico, dotandola di strutture ricettiva, decide di investire in prima persona e procede alla realizzazione di un grande e moderno albergo. La struttura verrà realizzata dall’Architetto Angelo Scaniglia e, nel luglio 1857, una volta ultimata, verrà affittata allo stesso Gargini. Da contratto si richiede allo stesso di provvedere al suo arredo. Poco tempo dopo però, l’edificio presenta problemi di staticità per cui risulta necessaria una temporanea chiusura per effettuare i lavori di consolidamento. La struttura riapre nel 1860 con la nuova gestione di Adolfo Michel ed assume appunto la denominazione di Hotel Michel.

Nel frattempo il Gargini, che aveva ottenuto lo scioglimento del contratto con il marchese Pallavicini, inizia un’analoga attività per proprio conto e trasforma in albergo l’ex palazzo Doria alla Marina, situato sul lungomare: nasce così l’Hotel Gargini pressoché in contemporanea dell’Hotel Michel.

Accanto a queste prime iniziative, si inserisce quella della società in accomandita per azioni L.Rimbotti & C., costituitasi il 6 maggio 1858con un capitale di 400.000 lire (1600 azioni da 250 lire nominali ciascuna) eavente a oggetto la “ fondazione e l’esercizio di uno stabilimento di Bagni nella villa già Lomellini di Pegli” presso il quale saranno altresì disponibili “ comodi ed eleganti appartamenti abitabili anche nella stagione invernale” La società assumerà il nome di Società in accomandita Bagni di Pegli e, ad essa, oltre al promotore dell’iniziativa, si assoceranno alcuni notabili genovesi. Tra i soci accomandatari nomi illustri e altri poco noti. Eccone alcuni: il marchese Giuseppe Della Chiesa, padre di quattro figli tra cui il futuro Papa Benedetto XV; il cavaliere Pietro Elena, proprietario a quel tempo di una delle ex ville Lomellini, quella che oggi è diventata scuola pubblica e meglio conosciuta come “Villa Rosa”; l’ingegnere Giuseppe D’Amicis, il ragionier Stefano Dassori; dal 1859 il marchese Domenico Doria Pamphilj.

Nel costruendo stabilimento si intendono unire alla pratica a scopo igenico sanitario dei bagni marini anche attività che possono rendere delizioso e confortevole il soggiorno.

Per questa ragione i promotori intendono realizzare “ un casino da diporto ove non manchino un gabinetto di lettura e una sala da bigliardo […] e dove si tengano balli e concerti musicali, d’una trattoria la quale oltre all’ordinario servizio dello stabilimento provvegga (sic) alle richieste degli avventori […]”. Pegli, grazie a questi investimenti, si dota delle sue prime strutture ricettive e di svago che consentono di accrescere l’attività turistica.

Di fronte alle trasformazioni in atto a Pegli, il Municipio si rende conto quanto sia necessario migliorare la viabilità interna del paese collegando la parte occidentale a quella orientale con il nuovo centro rappresentato dalla piazza della stazione. La progettazione è del 25 aprile 1861 che trova conferma nella delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 1861 (Sindaco Lorenzo Stallo) “ una nuova strada comunale di traversa a tramontana dell’attuale Strada Nazionale, da aver corso dalla Piazza Pian di Lucco e procedendo verso la stazione della ferrovia, il piazzale antistante la stessa dalla parte di mezzogiorno” e più oltre, con l’ingresso del parco di quello che stava diventando il più grande albergo di Pegli: il Gran Hotel Méditerranée.

Progetto nuova strada

Al termine della via, , in angolo con via De Nicolay, viene costruita una chiesa anglicana a servizio dei turisti britannici. A collegare questa strada con il lungomare, oltre all’antico caròggio (vico Sinope) e l’antica créuza parrocchiale (vico Condino) vengono costruite due nuova traverse ampie e dritte, in corrispondenza dell’ingresso di villa Pallavicini (viale Durazzo Pallavicini) e l’altra all’altezza del molo innanzi all’albergo Puppo (via De Nicolay).

Chiesa Anglicana in via De Nicolay con accesso Gran Hotel Méditerranée

Nel mentre, case di abitazioni a vari piani, con negozi a livello stradale, sorgono nel tronco a ponente della stazione, via Andrea Doria, oggi via Sabotino.

(Si ringrazia il collezionista Elvio Perazzo per la concessione delle foto di Pegli antica. Per altre immagini storiche di Pegli visitate http://www.pegliese.it/)

Per approfondire:

Alla ricerca di Ignazio Alessandro Pallavicini
Splendore di PEGLI e dei suoi personaggi
Acquistabili presso liberodiscrivere.it  e amazon.it, o presso la libreria Safigi Store di Genova Pegli, dove sarà possibile avere le propria copia autografata dall’autore

Giacomo Walter Cavallo
Dopo 35 anni di lavoro bancario. a sessant’anni, ha conseguito la Laurea in Storia Moderna e contemporanea e di seguito la Laurea Magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università degli Studi di Genova. Svolge attività di volontariato in ambito educativo e formativo come socio presidente dell’Organizzazione di Volontariato “Seniores Liguria”. E’ membro del direttivo dell’Associazione di Promozione Sociale “Amici di Villa Durazzo Pallavicini”
(la foto del tondino è tratta da uno scatto di Angelo Lavizzari)


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