A Carloforte Il 15 novembre si celebra la Madonna dello Schiavo. Una storia che lega terre e uomini nel nome della tabarchinità.

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Di Antonello Rivano

La ricorrenza del 15 novembre non è solo la festa della patrona di Carloforte, è anche il ricordo di una storia che vede protagonisti, e vittime, i discendenti dei liguri provenienti da Pegli. A fine novembre una rappresentanza di Carlofortini, come da tradizione pluriennale, sarà a Pegli e domenica 27 c.m sarà celebrata una Santa Messa presso la Chiesa della  Parrocchia Santa Maria Immacolata e San Marziano in onore della Madonna dello schiavo.

La storia, tralasciando quella della colonizzazione di Tabarca nel cinquecento e la fondazione di Carloforte nel 1738, affonda le sue radici nel 1798 .

Nella notte tra il 2 e il 3 settembre del 1798, dal Nord Africa un’incursione barbaresca, portò via circa 990 carlofortini, rendendoli schiavi. Centinaia di corsari a bordo di cinque imbarcazioni, nel cuore della notte approdarono a Carloforte, assaltarono la Torre San Vittorio e misero la cittadina a ferro e fuoco.

Molti Carlofortini furono uccisi quella notte e molti resi schiavi. La schiavitù durò ben cinque anni in cui gli schiavi carolini si strinsero attorno al giovane prete Nicolò Segni e alla Madonna dello Schiavo, un’immagine lignea ritrovata dal giovane schiavo Nicola Moretto in una spiaggia nei pressi di Nabeul, in Tunisia.

Al ritorno in patria, il prete, donando la propria abitazione fece edificare un oratorio per custodire tale effigie e dimostrare così riconoscenza nei confronti della Vergine che aveva favorito la loro liberazione: l’attuale Chiesetta della madonna dello Schiavo, conosciuto comunemente come “Gexetta d’u Prevìn”.

Chiesetta della Madonna dello Schiavo e Lapide lato destro ingresso

La devozione alla Madonna dello Schiavo è presente anche nel Ponente Genovese, tanto che nella Chiesa della  Parrocchia Santa Maria Immacolata e San Marziano è presente una riproduzione del simulacro di Carloforte, che è stato donato a Pegli dalla comunità tabarchina nel 1967, in quell’occasione il periodico parrocchiale pegliese “Squilli di Campane” pubblicò un inserto che si titolava “Pegli e Carloforte“ (qua la riproduzione integrale in PDF).

La riproduzione donata da Carloforte nel 1967

La rappresentanza di Carloforte, con il viaggio organizzato dalla Pro Loco Carloforte, arriverà a Pegli nel pomeriggio di venerdì 25 novembre, accolta dal presidente del Municipio VII Ponente Guido Barbazza e dalla Proloco di Pegli. Nella serata dello stesso giorno i carlofortini parteciperanno alla Serata Gastronomica Tabarchina a Recco. Sabato saranno invece accolti dal Sindaco di Genova Marco Bucci, prevista una tappa a Righi, con la cena che vedrà la presenza del gruppo musicale “I Trilli”. La domenica invece, come su detto, sarà dedicata, alla Santa Messa solenne in onore della Madonna dello Schiavo, concelebrata dal parroco di Carloforte don Andrea, alle 10.30, e all’incontro con gli amici pegliesi e i carlofortini residenti sul territorio.

A Carloforte, domani martedì 15 novembre, dopo la Santa Messa Solenne delle 18.30, la tradizionale processione con il simulacro per le vie del paese che, da sempre, vede la partecipazione di tutta la comunità e di tante persone venute da altre parti della Sardegna e dal resto d’Italia. alla Processione saranno presenti i “Cristezanti Carloforte” con il cristo processionale detto “il tabarchino” realizzato in Liguria.

Antonello Rivano
Redattore Capo ilponentino.it


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