U Boot 234

U Boot 234 – La storia nascosta delle atomiche sul Giappone (2)

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di Flavio Testi

Sono stati resi disponibili alcuni documenti riguardanti l’ultimo viaggio intrapreso dell’U Boot 234 dalla Germania al Giappone, interrotto per la capitolazione della Germania con la sua resa agli americani. Tali documenti confermano che il sommergibile trasportava anche 560 Kg di Uranio arricchito U 235 e 50 barili di acqua pesante per controllare il Plutonio che furono utilizzati nel Progetto Manhattan e consentirono agli USA il veloce confezionamento delle 2 bombe atomiche (uranio e plutonio) destinate al Giappone, realizzandole molti mesi prima di quanto previsto


5.Il viaggio


Il 30 Marzo 1945 l’ U 234 salpò da Kiel assieme ad altri 4 sottomarini per la base navale di Horten in Norvegia, scortati da un dragamine. Durante la notte un convoglio tedesco che trasportava munizioni fu affondato dagli aerei inglesi a 15 miglia dal sottomarino che accorso in soccorso non trovò nessun superstite. Durante le prove per l’uso dello Snorkel venne colpito da un sommergibile Tipo VIIC che facendo prove analoghe era uscito dalla sua zona di prova. Venne danneggiata una tanica per combustibile, con la perdita di 30 Ton di nafta. Proseguì comunque per Kristiansand ove arrivò il 5 Aprile, per eseguire la riparazione con saldatura di nuove lamiere e un rifiorimento completo.
Ripartì per il Giappone la notte del 15 Aprile 1945 viaggiando immerso a profondità dello Snorkel per 16 giorni, tornando in superficie solo se c’era tempesta che impediva gli attacchi e 2 ore per notte per ricaricare le batterie. Il viaggio procedeva senza incidenti ma qualche piccola discussione tra gli ospiti che dovevano convivere.

L’ U-234 non apprese la notizia della resa tedesca sino all’ 8 Maggio, in quanto le trasmissioni dalla stazione radio Goliath della Kriegsmarine si interruppero, seguite poco dopo dall’interruzione anche della stazione secondaria Nauen, perché la sede della Marina tedesca cadde nelle mani alleate. Riparato il cavo dell’antenna radio connessa allo Snorkel ascoltò le notizie della morte di Hitler e della resa della Germania, con l’ultimo ordine di Donitz alle forze sottomarine, di emergere ed esporre una bandiera nera per arrendersi alle forze alleate.

Il Com. Fehler, sospettando un trucco nelle trasmissioni radio, contattò l’ U 873 in viaggio per i Caraibi, il cui Comandante Friedrich Steinhoff lo convinse che i messaggi erano autentici. Confermò anche che si erano già arresi agli americani l’U 805, l’ U 1228 e lui stesso lo avrebbe fatto entro 24 ore.
I due ospiti giapponesi furono avvisarti sui fatti accaduti, promettendo loro di sbarcarli in un paese non in guerra prima della resa del sommergibile. Avvisò poi gli altri ospiti tedeschi e l’equipaggio, chiedendo loro di riflettere per 24 ore su cosa fare. Dopo la riflessione, furono scartate le soluzioni di raggiungere la Svezia, l’Irlanda, la Spagna o l’Argentina o addirittura il Giappone poiché la nuova situazione politica non avrebbe garantito un’accoglienza positiva.

Fu deciso di arrendersi agli americani, pensando che invece gli inglesi od i canadesi li avrebbero imprigionati per molti anni prima di riportarli in Germania.

L’ U 234 si trovava in un punto centrale dell’Atlantico equidistante dai porti inglesi, canadesi ed americani. Inviò un messaggio radio ove indicava che sarebbe arrivato a Halifax (Nuova Scozia) alla velocità di 8 nodi per arrendersi ai canadesi in modo che le loro unità non lo raggiungessero prima, mentre in realtà proseguiva in superficie a circa 20 nodi verso il porto americano di Newport News (Virginia), distruggendo nel contempo le nuove antenne Radar, il sistema di comunicazioni Kurier ed i codificatori Enigma, oltre a tutti i documenti classificati.
I due ospiti giapponesi, non volendo arrendersi al nemico americano, si tolsero la vita nella loro cabina con un’overdose di Luminal evitando il tradizionale karakiri, lasciando un messaggio di riconoscenza al comandante e le ultime lettere per le loro famiglie. Furono seppelliti in mare con gli onori militari, avvolti nella bandiera giapponese.

6.La Cattura


La differenza della posizione reale dell’ U 234 rispetto ad Halifax e la maggiore vicinanza agli Stati Uniti fu presto scoperta dalle autorità USA, che inviarono due caccia alla sua ricerca.


Alle ore 20,00 circa del 14 Maggio 1945 fu avvistata una nave e Fehler invio’ un segnale luminoso in codice Morse chiedendo che nave era. La risposta fu “Il caccia americano di scorta Sutton. E voi?” a cui rispose “Il sommergibile tedesco U 234”. Arrivò l’ordine di rimanere emersi, mentre il Sutton (DE-771) girava a tutta velocità attorno al sommergibile con i cannoni puntati, poi l’ordine di sostare sino al mattino seguente, quando una scialuppa piena di soldati americani si affiancò al sommergibile per prenderne possesso, con un primo interrogatorio al comandante e procedure formali di cessione dell’unità con breve parata, ammaino della bandiera tedesca e dell’insegna del comandante, affondamento nel mare delle bandiere legate a un peso.

U 234 catturato e già con la bandiera USA viaggia a fianco del Sutton verso Portsmout
Gli americani osservano lo Snorkel, mai visto prima

Il Com. Fehler e molti degli ospiti furono condotti sul Sutton, ma parte dell’equipaggio rimase a bordo del sommergibile. Gli americani, una volta issata la loro bandiera, lo condussero nel porto di Portsmout, ove si erano già arresi gli altri 3 sommergibili tedeschi, scortato dal Sutton. Durante il viaggio, un marinaio americano che aveva rinvenuto a bordo una pistola Mauser carica la volle provare e si ferì al ventre. Il dottore tedesco intervenne subito, chiedendo al Sutton l’invio di una nave con sala operatoria per un intervento immediato. Gli americani capirono che il marinaio si ferì da solo e che i tedeschi avevano tentato il possibile per curarlo. Purtroppo morì dopo l’operazione per un’emorragia interna.
L’ingresso e l’attracco nel porto del 19 Maggio 1945 fu seguito da molti giornalisti che potevano solo osservare i fatti senza fare domande ai tedeschi che, sbarcati, salirono su bus che li condussero alla vicina prigione della Marina USA per i successivi interrogatori. Il Com Fehler e il personale più importante dell’ U 234 furono portati a Boston e a Washington, dove subirono interrogatori approfonditi sullo scopo del viaggio e sui materiali trasportati.

U 234 camuffato con un tetto nel porto di Portsmout prima dello scarico dei materiali segreti

Dopo alcune settimane, riunito di nuovo tutto l’equipaggio, furono trasferiti nel campo di prigionia di Dermont (Arkansas) che conteneva già 7.000 prigionieri tedeschi. Scegliendo di fare i volontari per il lavoro nei campi di cotone, furono spostati a Phoenix (Arizona) ottenendo maggiori vantaggi di trattamento. Dopo alcuni mesi furono portati con un lungo viaggio in treno a New York, imbarcati sulle navi Liberty e dopo 20 giorni sbarcati ad Anversa.

Qui giunti furono imprigionati dagli inglesi in un campo vicino a Bruxelles e poi nel Campo 22 di Bruges. Infine rientrarono in Germania, nel Munsterlager per la “decontaminazione spirituale” voluta dagli alleati, per alcune settimane. Infine furono liberati, con l’obbligo di firma settimanale presso la Polizia e la residenza in appartamenti condivisi con altri inquilini.

7.Carico segreto ed il progetto Manhattan

Gli americani si accorsero dell’alto livello di alcuni passeggeri, che vennero tutti interrogati a fondo. Anzi, alcuni dopo il loro rimpatrio nel 1946, scelsero con il Progetto americano Paperclip per reclutare gli scienziati tedeschi, di trasferirsi negli USA. Dr. Heinz Schlicke, lavorò su materiali che assorbivano suoni ed elettricità per rilevatori sottomarini oltre che rilevatori infrarossi per applicazioni domestiche all’ufficio di ricerche navali.
Ing. August Bringewald divenne il project manager per la progettazione del F-105 Thunderchief. Le bombe guidate HS- 293 e serie V furono indispensabili per sviluppare i missili guidati americani.

Ing. Franz Ruf aveva riassemblato nel Maggio 45 il ME 262, che volò nel Wright Field in Dayton, Ohio e partecipò significativamente agli sforzi americani di costruire aerei a reazione.
L’U234 fu meticolosamente verificato per rilevare le avanzate conoscenze tedesche utilizzate e parzialmente smantellato. Lo scafo fu portato 40 miglia ad est di Provincetown (Massachussets) IL 19 Novembre 1947 ed affondato con due siluri dal sommergibile Greenfish (SS351).

Ma la storia dei 560 Kg di uranio arricchito 235 rimase nascosta sino alla fine della guerra fredda. Dagli ultimi documenti rinvenuti, dopo una segreta visita di Robert Hoppenhaimer responsabile del Progetto Manhattan in svolgimento a Los Alamos, il materiale fu segretamente spedito a Oak Ridge, l’impianto di arricchimento dell’uranio che non era riuscito a produrre sufficiente materiale per la prova e l’utilizzo delle bombe atomiche americane e che rallentava la loro messa a punto.


I 50 barili di acqua pesante, ma soprattutto l’uso di segnali ad infrarossi in grado di fornire un segnale di innesco multiplo senza minimi ritardi dovuti alla diversa lunghezza dei cavi di collegamento degli inneschi per la bomba al plutonio, dimostravano che i tedeschi avevano raggiunto una buona preparazione per realizzare una bomba. Tale nuova tecnologia fu subito impiegata per la seconda bomba atomica al plutonio di Nagasachi.

Questi materiali molto particolari aprono ancora oggi l’enigma sull’avanzamento degli studi per la realizzazione tedesca e giapponese di una bomba atomica. I tedeschi erano focalizzati sull’arricchimento dell’uranio, mentre gli studi giapponesi erano forse più avanzati, ma difettavano della materia prima uranio.
Il giornale di bordo dell’ U 234 venne tenuto segreto per molti anni negli archivi della US Navy, successivamente restituito alla Germania e conservato nell’archivio storico degli U Boot. Da una attenta consultazione, risulterebbe completamente riscritto. La rotta non coincide con le dichiarazioni rese pubbliche, i percorsi giornalieri sono molto brevi e poco confacenti con un sommergibile veloce.


Sono state confermate due trasmissioni radio tra il bunker del Furher a Berlino nei giorni della resa ed il sommergibile U234. Alcuni studiosi, (il giornalista Paul Manning del NY Times e Ladislas Farago autore del libro Critical Mass) hanno ipotizzato l’esistenza di un accordo tra i servizi segreti per salvare Martin Borman, segretario personale di Hitler che firmò il suo testamento politico e fu testimone delle nozze con Eva Brown. Considerato morto a Berlino, fu condannato a morte in contumacia nel Processo di Norimberga.
Sarebbe invece stato segretamente imbarcato ad Amburgo dall’U234 per essere trasferirlo in Spagna o in Sud America (Bolivia), in cambio dell’uranio arricchito e dei tecnici tedeschi.
Nella storia di questo sommergibile si innestano diversi enigmi. Ogni fatto è collegato ad altri grandi misteri. Ci sono ancora 4 faldoni tenuti segreti sull’ U 234, solo quando saranno resi disponibili la storia si potrà considerare davvero
conclusa.
[Fine]
Articoli corretali: U Boot 234 – La storia nascosta delle atomiche sul Giappone (1)

rexFlavio Testi
Flavio Testi (1950) ha operato in aziende internazionali dell’industria aeronautica, automobilistica e per la Marina Militare ricoprendo posizioni di marketing, supporto tecnico e responsabile di progetti internazionali di automazione e gestione direzionale. Si è anche occupato di automazione manufatturiera all’Elsag-Elettronica San Giorgio e di applicazioni gestionali e telefonia mobile alla Marconi di Sestri Ponente. Il nonno Corrado ed il padre Metello, come dipendenti Ansaldo, parteciparono alla costruzione del transatlantico REX. Metello fu l’unica persona dell’equipaggio che rimase imbarcato per l’intera   vita della nave dal primo all’ultimo viaggio dal 1932 al 1940, come responsabile della centrale elettrica ma anche come primo violino in una delle orchestre. Flavio ha maturato così l’interesse per tutti i transatlantici ed è fra i maggiori esperti della storia della marineria mondiale.  E’ stato membro della Titanic Historical Society (USA) ed è associato al Laboratorio di Storia Marittima e Navale (NavLab) del Dipartimento Antichità Filosofia e Storia dell’Università di Genova.

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