I “corti” di Corto Maltese

Dalla pungente penna del nostro editorialista Corto Maltese osservazioni e appunti, tra il serio e il faceto, su ciò che accade attorno a noi.

Genova. Focaccia, salame, formaggio e un record


Mi sembrava di essere capitato a Topolinia, invece no, belìn a l’è zena!
“Città del formaggio”, non ci manca più niente, dopo la focaccia e il salame più lunghi del mondo ( a mi a me paiva n’a belinata) ora ci abbiamo anche il formaggio, e andiamo tutti quanti a farci “n’a bella scampagnata”. Che poi la focaccia non era tutta in un pezzo e il salame non era salame, insomma…abbiamo avuto la focaccia e il salame fake, roba per turisti mezzo abelinati. Che poi i salami son sempre pericolosi , non sai mai dove vanno a infilarsi e di solito sono sempre i poveracci a ritrovarseli…Beeeeeep (frase censurata dallo stesso autore perchè tra i lettori potrebbero esserci delle signore).


Genova città del formaggio” e io che sono mëzo guerso ho letto“ Genova città di formaggio”. Con quello che costa il formaggio (siamo o non siamo genovesi?), mi ci vedevo già a prendermi una mattonella di groviera da via XX Settembre, un pezzetto di pecorino dalla facciata di Palazzo Ducale, e ci poteva uscire anche un po’ di gorgonzola, di quella con la muffa, da dentro la fontana di Piazza de Ferrari. Magari anche i cassoni della nuova diga potevano essere blocchi di parmigian. Oh belìn quanto sarebbe durata poco Genova se fosse stata fatta di formaggio! Così non avrebbero mangiato solo i soliti noti, che mangiano anche il cemento, i ponti, le dighe, i soldi (specie quelli). Avremmo mangiato tutti e, se proprio dovevamo morire, sparire, per fare contenti loro, noi poveracci almeno lo avremmo fatto a pancia piena. Che poi alla fine dopo che si sono sbattuti per la “falsa focaccia più lunga”, il “non salame da record (de musse)”, e la “città del formaggio” che se va bene ne abbiamo solo uno (forse volevano scrivere proprio cosi: “Genova città di un formaggio”) un record vero è arrivato, per la gioia di tutti, meno dei genovesi che palanche non ne hanno più.

“Udite Udite” Genova è la “CITTÀ PIÙ CARA D’ITALIA”! Finalmente ce l’abbiamo fatta, siamo davvero primi in qualcosa. E dopo i “Manezzi pe majâ na figgia” ora i manezzi ci tocca farli per mangiare.

Recentemente un ministro ha detto che in Italia i poveri mangiano meglio dei ricchi, ma anche oggi, alla Caritas di Genova, di ricchi in fila, smaniosi di provare il menù, non ne ho visto neppure uno.

[Immagine di copertina-elaborazione grafica ©”By Bombinov”]

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