Son zeneize, riso ræo, strenzo i denti e parlo ciæo“: abbiamo preso spunto da questo motto, che riassume molte delle caratteristiche dei genovesi, per dare un titolo alla nostra rubrica di satira. “Sono genovese, rido di rado, stringo i denti e parlo chiaro“, questa la traduzione letterale in italiano e questo vuole essere questa rubrica che attraverso il sorriso, spesso amaro, della satira vuole parlare chiaro, magari a denti stretti

LA ZENESI

Gian Paolo Sacco

Il primo giorno disse: “Ci sia il ponte”.
E così fu. Lo edificò con le tenebre del Covid e lo chiamò San Giorgio (sarà poi una sua fissazione).  Vide che era cosa bella.
Il secondo giorno disse “Ci sia la Festa della Bandiera ”. Fece sventolare il vessillo crociato di San Giorgio (ve lo dicevo?) e vide che era cosa bella.
Il terzo giorno disse “L’acqua si raduni e compaia l’asciutto”. Chiamò l’asciutto Nuova Diga Foranea e le grandi acque Watefront di Levante e vide che era cosa bella e… fanculo i ricorsi.
Il quarto giorno, creò la  crescita demografica e l’ufficio statistica del Comune dovette adeguarsi.
Il quinto giorno disse: “Che l’uomo possa andare in cielo” e creò la funivia di Begato “e volare via terra” e creò la skymetro sul Bisagno”. E vide che era cosa bella.
Il sesto giorno disse: “Che l’uomo si possa sfamare” e creò la Esselunga e vide che era cosa buona e a buon prezzo.


Ma il settimo giorno Lui, a differenza dell’ Altro,  non si riposò e attese l’arrivo dell’Ocean Race con un pezzo di focaccia ed il cappello da Doge in mano!
“Gigia mi ha messo due palanche nel cappello e se n’è andato!” (Cit. GOVI…)

Gian Paolo Sacco
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 La satira è un’espressione che è nata in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente”. (DARIO FO)

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