Antonio Marani con alcune preziose tele, in una foto tratta da "ilgiornale.it" del 17 otobre 2010

Repetita Juvant? Quando le opere d’arte spariscono e, a volte, ritornano

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l’avventurosa storia delle opere d’arte del ponente

di Antonio Marani

    Un mese fa sui giornali Secolo XIX, La Stampa ed in televisione su Primo Canale, è comparsa la notizia che i carabinieri addetti alla tutela del Patrimonio culturale (il Tenente Comandante Antonio Quarta ed il Colonnello GianLuca Feroce), hanno consegnato, il 15 marzo ultimo scorso, al direttore del Mu.Ma. Galata di Genova dr. Pierangelo Campodonico, tre quadri del 1600, che facevano parte di un bottino complessivo di 34 opere di proprietà dell’Azienda Autonoma di soggiorno Pegli e che le erano state rubate dalla sede del Museo navale di Pegli nel 1981.

       Le tele erano il prezioso frutto delle numerose mostre che venivano organizzate dall’Azienda Autonoma e che, a chiusura dell’evento, ogni artista gratificava con il lascito di un’opera.

       In questo modo si accumulò un numero notevole di dipinti di grande livello perché Pegli attirava molti artisti dall’Italia e dall’estero.

       Quando l’Azienda Autonoma venne chiusa nel dicembre 1991, tutti i beni rimasti dopo il furto, passarono in proprietà, prima alla provincia di Genova e poi alla regione Liguria.

Su iniziativa del Presidente del Municipio VII Ponente Mauro Avvenente   e mia, in qualità di Assessore alla Cultura, nell’ottobre 2010, si riuscì a riportare a Pegli le 40 tele rimaste che, con la collaborazione dei Lions Club di Pegli, vennero esposte nel Museo Navale di Pegli in una mostra permanente denominata Pegli Picta.

Le prestigiose firme degli acquarellisti Aldo Raimondi, Aurelio Craffonara e dei pittori Luigi Garibbo, Pasquale Domenico Cambiaso, insieme ad altri numerosi autisti stranieri, costituiscono un grande valore non solo sul piano artistico ma anche su quello culturale e sociale.

Dopo più di quarantanni di oblio, questi quadri ci mostrano, con maestosi paesaggi, il tempo della cosiddetta Bella Epoque vissuto dalla nostra Pegli, meta  turistica molto rinomata, tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900.

Per quanto riguarda invece il destino dei tre quadri recuperati e portati al Mu.Ma. Galata di Genova, al Consiglio Comunale di Genova, in data 17.7.2018 è stata presentata una mozione, per chiederne la ricollocazione e la valorizzazione, insieme all’intero patrimonio archivistico, documentale e fotografico appartenuto all’ex Azienda Autonoma di soggiorno, presso i locali del Museo navale di Pegli.

Villa Centurione Doria-sede del museo navale di Pegli

 La proposta è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Genova.

 Il famoso ritratto di Cristoforo Colombo, opera (53x47cm) del 1520 di Ridolfo il Ghirlandaio (Ridolfo Bigordi 1483-1561), venne reperito sul mercato antiquario di Firenze da Giambattista Cevasco, un artista genovese, intorno alla metà del 1800. L’opera venne donata al Comune di Genova nel 1862 che la assegnò allo storico Museo Navale di Pegli. Nel 2012 il Comune con la nascita del MU.MA. Galata lo ha riportato al centro della sua città nativa.

Nella chiesa parrocchiale di Multedo intestata al S.S. Nazario e Celso c’è una grande opera, “La deposizione di Gesù (di cui tratterà meravigliosamente a seguire lo storico dell’arte Lorenzo Bisio). La tela di un valore artistico assoluto, fu realizzata dal pittore PierFrancesco Sacchi nato a Pavia nel 1485e deceduto a Genova nel 1528.

Nel 1946 il capolavoro venne trasportato a Genova dalla Sovrintendenza della Liguria condotta dal dr. Pasquale Rotondi per opportuni restauri prima di essere esposta nelle mostre di varie città d’Italia ed all’estero.

La parrocchia era guidata, nel momento della forte rivendicazione del ritorno del quadro a Multedo, dal tenace don Luigi Montaldo, che dopo molti anni, con il consenso del Sovrintendente Pasquale Rotondi, il 2 dicembre 1960 vide la restituzione del quadro alla chiesa di Monte Uliveto.

Antonio Marani

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