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Le imprese, Stakeholder essenziali di una P.A.: opportunità per un Territorio e bisogni

di Tiziana Maria Ginocchio

Abbiamo analizzato nel precedente articolo il mondo degli stakeholder di una Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento soprattutto ad una Civica Amministrazione, ed abbiamo visto come le categorie in cui vengono solitamente collocati gli stakeholder siano tre: deboli, appetibili ed essenziali.

In quest’ultima categoria, quella degli stakeholder essenziali, vengono inseriti coloro che è opportuno coinvolgere nei dibattiti e nei processi anche decisionali e programmatici di una P.A. perché hanno alto interesse e alta influenza rispetto alla politica di riferimento e, quindi, forte capacità di intervento sulle decisioni che l’Amministrazione vuole adottare.

Il mondo delle Imprese costituisce pertanto una classe di stakeholder essenziali”, con cui è non solo opportuno ma anche necessario dialogare e riferirsi. In particolare questo deve avvenire nel mondo di oggi dominato da una situazione di crisi e di scarsità di risorse, per tentare con il loro contributo di apportare significativi miglioramenti ai territori in cui le Amministrazioni operano.

Molti studi hanno valutato il possibile legame tra sviluppo sostenibile e competitività territoriale analizzando i possibili impatti che gli interventi delle imprese hanno o possono avere sul territorio e più specificatamente su quello che viene definito Capitale Territoriale.

Riprendo l’articolo in cui già ho ampiamento definito il concetto di Territorio con una definizione ripresa da Alberto Magnaghi in Il Territorio come soggetto di sviluppo delle società locali[1]:

Il Territorio non è lo spazio geografico né il suolo della pedagogia,

ma un soggetto vivente ad alta complessità,

esito di processi co-evolutivi sinergici fra insediamento umano (organizzato su basi culturali) e ambiente (organizzato su basi geologiche e biologiche) …

Ogni territorio in quanto luogo incorpora dunque il concetto di tempo e di lunga durata,

ha una sua identità, un’anima, un genius”.

Il territorio è la fabbrica della creatività che scaturisce da una costellazione di soggetti….

Vive e si modifica sulla base delle imprescindibili relazioni che si realizzano tra i soggetti che lo compongono e lo trasformano continuamente, rendendolo un posto unico ed irripetibile…”

Da tale studio si evince anche la distinzione tra “Impresa Radicata che si sente parte attiva del territorio in cui sviluppa la sua attività e “Impresa Corsara che non ha radici.

L’“Impresa Radicataporta in sé una consapevolezza ed un legame con il territorio, che sente come valore profondo.

L’”Impresa Corsaranon sente questo valore, si sente estranea rispetto al territorio.

La riflessione che pongo all’attenzione del lettore è che con una capillare azione di accountability nei confronti del mondo imprenditoriale questo legame si possa rafforzare e si possano coinvolgere anche quelle “Imprese corsare” che si sentono straniere nel suolo che le ha viste sorgere, se non operare.

Tutte le imprese di un territorio, in ogni caso, indipendentemente dal legame “personale e intimo” che sentono con lo stesso, vi apportano decisivi contributi valoriali:

  • occupazione
  • indotto,
  • movimento,
  • ricchezza,
  • flussi economici,
  • interazioni con altre imprese locali o internazionali,
  • lavoro per altre imprese.
 stakeholder essenziali

Il bene di un territorio non può quindi prescindere dalla salute delle imprese che lo occupano.

Imprese in salute, imprese dinamiche, imprese con possibilità di lavoro rendono stabilità alla città, stabilità di occupazione e incrementano indotto e vitalità produttiva anche per altre imprese.

Grazie alle imprese, ripeto, il capitale produttivo ed umano di una città è di buon livello anche valoriale. Non si ha un depauperamento numerico, ma nemmeno qualitativo della popolazione. I Giovani hanno opportunità di lavoro e di crescita professionale, collegata anche alle esigenze di ricerca, di innovazione e di dialogo con altre imprese o istituti di ricerca esteri.Molte di queste imprese, se non tutte, con costanti azioni di coinvolgimento da parte della Pubblica Amministrazione per il bene del territorio potrebbero diventare ottimi collaboratori della parte pubblica

Ma le imprese che, ricordo, sono “Stakeholder Essenziali” delle Amministrazioni, hanno anche i loro bisogni da soddisfare.

Le imprese hanno necessità di trovare nella parte pubblica un dialogo produttivo, di avere procedure snelle per le attività e possibilità di agevolazioni fiscali che ne permettano lo sviluppo e spesso la sopravvivenza.

Hanno bisogno di crescere, di dimensionarsi rispetto a mercati in continua espansione territoriale e tecnologica. Hanno bisogno di interagire con gli istituti universitari per la ricerca e per appropriarsi di nuovi stimoli innovativi per posizionarsi su un mercato in evoluzione continua.

Hanno bisogno di commesse e di lavoro.

Le imprese hanno bisogno di trovare nelle Istituzioni collaborazione, servizi, spazi, interazione.

Nel contempo restituiscono molto di più di quello che ricevono.

Pensiamo, ripeto, al mantenimento del livello di popolazione, alla richiesta di forza lavoro, ai giovani ricercatori e all’indotto su altri settori commerciali, ma anche alla positiva influenza sui movimenti aeroportuali, allo sviluppo del turismo congressuale, alle relazioni per scambi commerciali o di ricerca, alle interazioni con Politecnici di altre città nazionali od estere.

Se le progettualità europee toccano specifici interessi aziendali le imprese possono mettere in campo vigore, forza propositiva e propulsiva, capacità di coordinamento e relazioni efficaci sia a Bruxelles che con altre città estere per lo sviluppo dei progetti.

 stakeholder essenziali

I bisogni delle imprese si identificano in due distinti parametri:

  1. Da un lato l’efficienza del territorio in termini di accessibilità, mobilità, qualità e costo dei servizi, disponibilità di spazi ed offerta di collaborazione con altri soggetti imprenditoriali o pubblici;
  •  Dall’altro l’efficienza dell’Amministrazione, non tanto intesa in senso politico, quanto nella sua dimensione tecnica di erogatore di servizi essenziali per la vita delle imprese.

Il primo punto coinvolge direttamente la “Politica” che può agire e mettere in atto provvedimenti ed interventi per rendere il territorio più appetibile per le Imprese, per renderlo competitivo rispetto ad altre realtà locali, interessante e denso di opportunità.

 stakeholder essenziali

La “Politica” può decidere, in accordo e con l’aiuto delle imprese, di lavorare sul sistema di infrastrutture e sulla viabilità, può favorire insediamenti anche tramite agevolazioni fiscali, può migliorare i servizi, può creare networking tra imprese e forze pubbliche, può garantire sicurezza, ordine, pulizia.

La “Politica” può censire spazi pubblici e privati da mettere a disposizione delle imprese per nuovi insediamenti o per implementazioni di insediamenti già esistenti.

Vediamo quali possono essere le principali esigenze, in sintesi, che il mondo produttivo necessita nel suo confronto con i processi amministrativi che lo vedono coinvolto:

  • Trasparenza delle procedure
  • Informazioni esaustive sui servizi erogati
  • Semplicità dell’iter burocratico
  • Chiarezza del linguaggio usato nella modulistica
  • Capacità del personale di proporre soluzioni personalizzate
  • Competenza e disponibilità del personale della PAL
  • Possibilità di esprimere reclami e suggerimenti
  • Chiarezza nelle spiegazioni relativamente all’iter delle pratiche
  • Diffusione dell’autocertificazione
  • Quantità di documenti e procedure richieste (minore è la quantità maggiore il grado di soddisfazione – grande aiuto dalla re-ingegnerizzazione dei processi)
  • Organizzazione e sinergia tra i vari uffici (necessità di re-ingegnerizzare processi trasversali che creano doppioni o lungaggini non necessarie)
  • Diffusione dei servizi on-line: dalla domanda all’erogazione del servizio (anche in quest’ambito possono efficacemente intervenire le tecniche di re-ingegnerizzazione dei processi)
  • Tempi di attesa per l’erogazione del servizio (possono essere notevolmente ridotti grazie alle tecniche di re-ingegnerizzazione dei processi)

Uno degli strumenti che le Amministrazioni hanno attuato per andare incontro alle esigenze del mondo produttivo locale e per facilitare l’incontro con i diversi iter burocratici con cui un’impresa si trova a doversi confrontare è stato il SUAP: Sportello Unico per le Attività Produttive.

Lo Sportello Unico per le Attività Produttive costituisce un unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e fornisce, altresì, una risposta unica e tempestiva in luogo di tutte le amministrazioni coinvolte nel procedimento conclusivo per la realizzazione dell’intervento richiesto, facilitando di conseguenza il processo di informazione ed accesso ai servizi. Lo sportello unico è, pertanto, uno strumento di importante semplificazione amministrativa che opera attraverso il procedimento unico, insieme di atti ed endoprocedimenti istruttori finalizzati all’adozione dell’unico provvedimento.

Ma non è sufficiente per creare una reale snellezza burocratico/amministrativa.

Ma la Politica può e deve agire per migliorare l’Efficienza dell’Amministrazione nella sua dimensione tecnica di erogatrice di servizi essenziali per la vita delle imprese, intervenendo all’interno della macchina pubblica per migliorare i processi burocratici e amministrativi che coinvolgono il mondo produttivo tramiteinterventi di snellimento dei processi amministrativo/burocratici.

Uno dei sistemi di cui oggigiorno sempre più si avvalgono le Amministrazioni Pubbliche, con soddisfazione dell’utente esterno, è appunto la Re-ingegnerizzazione dei processi”, argomento che sarà sviluppato nel prossimo articolo.


[1] Relazione al convegno ”Lo sviluppo in questione”, Università di Macerata, 2006.