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COME

E’ PROFONDO

IL MARE

 

In occasione di “20 anni di amore per Pegli” da parte della Pro-loco si è tenuto in data 1 novembre presso la sede del Municipio VII Ponente un interessantissimo incontro durante il quale è stato presentato il libro “Com'è profondo il mare” a cura di Nicolò Carnimeo docente  di Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bari.

Quale migliore occasione per affrontare il tema dell'importanza di proteggere, difendere e rispettare il nostro di mare, un mare che per i genovesi ha rappresentato spesso nella storia un lungo viaggio, un mare che ci fa sentire vivi e da un senso al nostro tempo sulla terra.

Dopo una breve presentazione del programma degli eventi organizzati dalle Pro-loco per festeggiare questo importante traguardo l'autore ha preso la parola di fronte ad un pubblico interessato ed attento.

Forse non tutti in sala erano fino ad allora consapevoli del fatto che negli ultimi 50 anni si sono formate cinque nuove isole complessivamente grandi quanto l'Europa: due nell'Oceano Pacifico, due nell'Atlantico e una nell'Indiano. Purtroppo non si tratta di atolli paradisiaci dove andare a trascorrere le vacanze ma bensì di zone di alta pressione dove di norma il vento è debole ed il mare stagna nelle quali le correnti portano centinaia di migliaia di rifiuti in plastica provenienti da ogni parte del mondo.

A scoprire questa realtà a dir poco sconcertante è stato un uomo di nome Charles Moore che a bordo del suo catamarano una notte in cui il pilota automatico è andato in avaria c'è letteralmente finito dentro.
Egli ha poi affermato che nel momento in cui ha realizzato che cosa avesse di fronte si è sentito “l'uomo più solo al mondo”.

La storia di quest'uomo, laureato in chimica ambientale a Yale, è molto interessante e viene raccontata nelle pagine di questo libro dall'autore che ha avuto modo di incontrarlo personalmente per la prima volta a Londra presso l'IMO (ente tutela convenzioni ambiente marino).

Dopo di lui altri hanno studiato le correnti che attraversano i mari e fanno confluire ogni tipo di oggetto in plastica finito in mare, generalmente attraverso i fiumi, in queste aree nelle quali si sta lentamente formando un nuovo equilibrio dove addirittura si sono sviluppati alcuni batteri che sembrano alimentarsi proprio di sostanze plastiche.

Attorno a questi ammassi di rifiuti si sta formando una nuova barriera corallina e pesci che non dovrebbero trovarsi nell'oceano vengono rinvenuti intrappolati all'interno di oggetti rischiando così di compromettere il delicato equilibrio marino.

La plastica nel suo lungo viaggio verso le isole inoltre si biodegrada e riducendosi di dimensione spesso viene scambiata per cibo. Un milione e mezzo tra tartarughe e uccelli muoiono ogni anno per questo motivo.

Poi vi è quella che viene definita microplastica ovvero frammenti molto piccoli (anche mezzo millimetro) che vengono ingeriti dai pesci entrando in questo modo nella catena alimentare.
Analisi di contenuti stomacali effettuate nei pesci che vivono vicino alle isole di plastica dichiarano che la proporzione è 5 parti di plastica contro 1 parte di plancton.
Preoccupante è anche la presenza di mercurio in percentuali elevate soprattutto nei pesci di grosse dimensioni quali tonni, pesci spada e capodogli.

Inevitabilmente la natura ci sta dimostrando che se lei è in grado, almeno in parte, di adattarsi modificandosi ed adeguarsi ai nostri comportamenti nocivi ed irresponsabili al contrario l'uomo non avrà altra scelta che soccombere ed ammalarsi sempre più frequentemente intossicato dalle sue stesse mani.

Durante questo incontro, a mio parere estremamente interessante ed illuminante, non è mancato lo spazio per le numerose domande che il pubblico ha voluto rivolgere all'autore.

Non abbiamo potuto fare a meno di sfruttare questa ghiotta occasione per condividere con un professionista competente in materia ed estremamente sensibile alle tematiche ambientali la preoccupazione dei cittadini pegliesi nei confronti di eventuali scenari di sviluppo del Porto di Pra Voltri che possano nei prossimi anni determinare un drastico peggioramento se non addirittura la perdita del Nostro Mare.
La minaccia è reale e nessuno è disposto a scendere a compromessi, questa volta l’unica via percorribile è quella di uno sviluppo compatibile e condiviso con la cittadinanza.

Il Dott. Carnimeo non ha potuto che sostenere la nostra iniziativa e ci ha esortati a continuare ad urlare la nostra determinazione a non farci sottrarre il nostro bene più prezioso.

Come membro del Comitato Cittadino in Difesa del Litorale di Ponente ma soprattutto come donna che abita e vive a Pegli mi auguro che malgrado la lontananza geografica si possano ricreare in futuro le condizioni per incontrare nuovamente questo autore appassionato e preparato in modo che anche chi non è potuto essere presente questa volta possa godere della possibilità di ascoltarlo e di confrontarsi con il suo sapere.

Laura Michelini

 

 

 

 

 

 

 


           



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